Il Servizio di sicurezza dell’Ucraina ha reso pubbliche le immagini del luogo in cui il drone ha colpito il tetto della Cattedrale dell’Assunzione. In base all’analisi dei detriti, l’SBU ha stabilito che la Federazione Russa ha sferrato un attacco contro la Lavra di Kiev-Pechersk utilizzando un velivolo senza pilota «Geran-2», che è la versione russa del drone kamikaze iraniano di tipo «Shahed». Inoltre, i testimoni oculari dell’attacco sottolineano che si è trattato di un impatto diretto del drone contro l’edificio sacro.
Sui social network e sui siti web russi circolano notizie secondo cui, durante il massiccio bombardamento missilistico su Kiev nella notte del 15 giugno 2026, la chiesa ortodossa della Lavra di Kievdi Pechersk sia stata danneggiata da un missile del sistema antiaereo americano Patriot. Secondo le dichiarazioni del Ministero della Difesa russo, ciò sarebbe avvenuto perché «i paesi occidentali hanno fornito al regime di Kiev missili con la data di scadenza superata». «Le Forze Armate della Federazione Russa non pianificano né sferrano attacchi contro obiettivi di infrastruttura civile», si legge in una dichiarazione ufficiale del Ministero della Difesa della Federazione Russa pubblicata sul social network Telegram.
Inoltre, numerose pagine social russe avanzano l’ipotesi secondo cui, sullo sfondo degli attacchi russi, Zelenskyy avrebbe «attaccato di proposito, secondo un piano dei britannici, i siti del nostro patrimonio culturale a Kiev».

In realtà, questa informazione è frutto di manipolazione. Il Servizio di sicurezza dell’Ucraina ha reso pubbliche alcune immagini del punto in cui il drone ha colpito il tetto della Cattedrale dell’Assunzione. In seguito all’analisi dei detriti, l’SBU ha stabilito che la Federazione Russa ha sferrato un attacco contro la Lavra di Kiev-Pechersk utilizzando un velivolo senza pilota «Geran-2», che è la versione russa del drone kamikaze iraniano di tipo «Shahed».
A seguito delle dichiarazioni del Ministero della Difesa della Federazione Russa, i servizi di sicurezza ucraini hanno reso pubbliche le fotografie dei rottami del drone russo «Geran», rinvenuto sul luogo dell’attacco alla Lavra di Kiev-Pechersk. Secondo quanto dichiarato dall’agenzia, tale conclusione è stata raggiunta sulla base dell’analisi dei detriti del drone rinvenuti sul luogo dell’impatto. Come emerso dalle indagini, il complesso monastico è stato danneggiato alle ore 01:50 del 15 giugno 2026, durante un massiccio bombardamento sulla capitale ucraina.
«In seguito all’ispezione della scena dell’incidente, gli agenti dell’SBU hanno rinvenuto frammenti della struttura e del motore di un drone kamikaze russo. (…) Durante l’esame dei rottami del drone è emerso che alcuni dei suoi componenti sono stati fabbricati sul territorio della Federazione Russa nella zona economica speciale di «Alabuga». Lo dimostrano le relative marcature rinvenute sui frammenti del drone russo», si legge nella dichiarazione ufficiale dell’SBU.



Inoltre, a seguito del bombardamento della Lavra, sono state danneggiate le coperture del tetto, le cupole, le pareti e le vetrate della cattedrale. Non si registrano vittime né feriti. Anche gli edifici adiacenti delle infrastrutture civili del quartiere Pechersk di Kiev hanno subito danni a causa dell’onda d’urto. Gli investigatori dell’SBU qualificano questo attacco come crimine di guerra e hanno già avviato un procedimento penale ai sensi della parte 1 dell’articolo 438 del Codice penale dell’Ucraina.
Inoltre, Sergej Okunev, giornalista della testata ucraina NV, ha raccontato in onda su Radio NV di essere stato testimone oculare del bombardamento russo contro la Lavra di Kiev-Pechersk. Ha sottolineato che i colpi erano diretti. Il giornalista ha inoltre osservato di non aver sentito nelle vicinanze l’intervento dei sistemi di difesa aerea durante l’attacco.
Vale la pena sottolineare che, durante il massiccio attacco a Kiev, è stato colpito anche il complesso storico “Arsenale delle Arti”, situato nelle immediate vicinanze della Lavra di Kiev-Pechersk. Secondo quanto riferito dal direttore del complesso, un drone russo è esploso sul tetto dell’Arsenale.
Ricordiamo che le dichiarazioni del Ministero della Difesa della Federazione Russa, secondo cui un missile Patriot avrebbe colpito la Lavra di Kiev-Pechersk, sono state rilasciate praticamente subito dopo la diffusione delle notizie e delle foto dell’incendio all’interno del parco naturale. I rappresentanti della Federazione Russa non hanno avuto accesso diretto alle indagini condotte sul luogo dell’impatto e, pertanto, non potevano sapere con certezza quale tipo di ordigno fosse stato utilizzato per colpire il monastero.
Un altro indizio indiretto che si tratti di una montatura da parte della Russia è il fatto che nei gruppi propagandistici non vi sia una versione univoca dei fatti. Alcuni sostengono che la Lavra di Kiev-Pechersk sia stata colpita per errore durante un intervento della difesa aerea ucraina, altri affermano che Zelensky abbia fatto saltare in aria la Lavra di proposito «su ordine dei britannici» durante l’attacco russo; esiste inoltre una versione secondo cui i detriti del missile russo «Gerani» sarebbero stati predisposti in anticipo sul tetto della cattedrale per poter successivamente accusare la Federazione Russa di aver distrutto illegalmente il santuario ortodosso.
La Russia accusa tradizionalmente Kiev delle conseguenze dei propri crimini di guerra sul territorio nazionale, qualora tali conseguenze non corrispondano alle narrazioni manipolatorie secondo cui l’esercito della Federazione Russa non sferrerebbe attacchi contro le infrastrutture civili ucraine. StopFake ha smentito più volte simili fake news negli articoli «Fake: un “drone di Zelensky” ha colpito il deposito di combustibile nucleare esaurito vicino a Chernobyl», «Fake: l’Ucraina fa saltare in aria intenzionalmente strutture civili per accusare la Russia di attacchi missilistici — USA Today/Reporters Sans Frontières», «Fake: la Russia si è “astenuta” dall’attaccare il centro di Kiev “per motivi umanitari” — Ministero della Difesa della Federazione Russa».



