La foto di questo prodotto, diffusa in rete, è stata generata tramite reti neurali.
Nei circoli filorussi del web circolano attivamente le foto di un prodotto che sarebbe apparso sui marketplace ucraini: un costume chassidico che i venditori consigliano di utilizzare per «camuffarsi dai TCC» durante l’arrivo dei pellegrini. Alcuni post sono inoltre accompagnati da commenti antisemiti o xenofobi.
Tuttavia, la notizia è falsa: in seguito alla verifica della foto tramite lo strumento OpenAI, è emerso che essa contiene la filigrana SynthID e che, di conseguenza, è stata generata utilizzando reti neurali. Non siamo riusciti a trovare in rete esempi di costumi chassidici in vendita per proteggersi dal TCC. L’unico articolo simile presente sul sito del laboratorio creativo «Mi-Parti», con sede a Kiev, viene consigliato per essere noleggiato in occasione di «una festa di Capodanno o un evento aziendale in stile giro del mondo».
L’arrivo dei pellegrini chassidici a Uman diventa ogni anno oggetto di un acceso dibattito nella società ucraina, e i propagandisti russi lo sfruttano volentieri per i propri scopi. Come riferisce il Centro per la lotta alla disinformazione, l’obiettivo di tali notizie false è quello di diffondere la narrativa secondo cui gli chassidim godrebbero di una presunta «posizione privilegiata» in Ucraina rispetto alla popolazione locale, nonché destabilizzare la situazione interna in Ucraina, fomentare artificialmente sentimenti antisemiti e provocare conflitti tra residenti locali e pellegrini.
Recentemente è emerso che il Rosh Ha-Shana di quest’anno a Uman ha registrato un record in termini di introiti turistici: 50.000 pellegrini hanno versato nelle casse comunali circa 25 milioni di grivna. Si tratta della somma più alta mai registrata, come ha riferito il rabbino capo dell’Ucraina Moshe Reuven Asman. Oltre alla tassa ufficiale, gli chassidim hanno speso ingenti somme per l’affitto degli alloggi, i pasti, i trasporti e i souvenir: durante la festività, i prezzi dei posti letto sono aumentati di decine di volte. Asman ha definito il pellegrinaggio «un’enorme marea di denaro che, in pochissimo tempo, rimane nell’economia ucraina e nelle tasche della gente», riconoscendo al contempo i problemi legati ai rifiuti e al comportamento di alcuni pellegrini, ma ha esortato a non estendere le critiche a tutti gli ospiti. Per garantire l’ordine in città, dal 4 al 17 settembre è stato introdotto un regime speciale di ingresso e circolazione, e accanto alle forze dell’ordine locali erano in servizio anche agenti di polizia israeliani. Il Ministero degli Affari Esteri dell’Ucraina aveva sconsigliato per tempo ai pellegrini di recarsi nel Paese a causa della situazione di sicurezza, ma è comunque arrivato un numero record di chassidim.
In precedenza avevamo smentito le notizie false secondo cui l’Ucraina avrebbe vietato il pellegrinaggio degli chassidim a Uman a causa di un «affronto a Zelenskyy» e che a Uman gli chassidim avrebbero gettato la bandiera ucraina nella spazzatura.



