L’epico bluff dei servizi speciali russi è stato messo a nudo dai racconti di due media nazionali, LIFEnews e Kommersant. Le due riviste, segnalando il “caso Panov”, che secondo false informazioni avrebbe partecipato ad attacchi terroristici, hanno chiarito con nuovi dettagli l’ipocrisia dei comunicati dei media di stato, e hanno messo in chiaro quanto è successo nei pressi di Armiansk, in Crimea il 7 e l’8 agosto.

Il racconto di LIFEnews è pieno di sorprendenti particolarità che permettono di ricreare l’intera immagine degradandola a un tragico scherzo, nel quale due militari russi sono stati uccisi e due civili sono rimasti feriti.
In Crimea ci si stava preparando per la visita del presidente russo Vladimir Putin, ovviamente i servizi segreti dovevano porre in essere varie misure di prevenzione per poter essere certi che non sopravvenissero “problemi di nessun tipo”, lo stratagemma è stato identificato nella “riproduzione di uno scenario di invasione” di un gruppo di sabotatori ucraini, scrive Lifenews. Ciò ha portato anche ad azioni senza logica: sono stati evacuati tutti i villeggianti di Armiansk!

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La cittadina della Crimea quindi, ha accumulato un’enorme quantità di truppe e unità specifiche russe in attesa dei sabotatori ucraini. Sarebbe giusto chiedersi come avrebbero potuto presentarsi dei sabotatori in un tale ambiente con tutto perfettamente pronto e protetto?
In ogni caso, ecco “la storia di LIFEnews sui sabotatori”.
“La storia della cattura dei terroristi ucraini è iniziata il 6 agosto con una chiamata a un servizio di taxi”.
“Il chiamante il servizio ha chiesto un auto per Suvorovo alle ore 03:00. L’operatore ha registrato il dato nel suo libro e ha preso nota del numero di telefono – il numero di telefono entrante era ucraino”.

“L’ordine ha richiamato l’interesse dei militari FSB che operano nella penisola: loro, dopo giorni di accumulo di militari e forze speciali in Crimea avevano finalmente trovato il modo per riuscire a far scattare il loro piano”.
“Gli ufficiali hanno deciso di mandare sul posto uno di loro armato travestito da tassista con altri mezzi di supporto”.
“Alla periferia di Suvorovo, nei pressi del cimitero, gli incaricati della missione della FSB si sono imbattuti in un vero e proprio agguato. I “sabotatori” erano nascosti tra i cespugli vicino alla strada e, quando si è avvicinato il taxi, hanno aperto il fuoco con dei fucili. L’agente dell’FSB che guidava l’auto è stato ucciso sul colpo mentre i suoi colleghi che seguivano hanno risposto al fuoco, ma sono stati gravemente feriti. I sabotatori poi sono rapidamente fuggiti”.

Il racconto suona come uno scherzo: un taxi prenotato dal territorio ucraino per dei sabotatori che presumibilmente sono arrivati in Crimea, viene preso a fucilate.
Kommersant racconta una storia completamente diversa.
“Il tenente colonnello Kamenev e due operatori del suo gruppo sono stati inviati al cimitero del villaggio di Suvorovo. Alle 2:00, un gruppo di uomini armati provenienti dall’estero si è introdotto nella loro area”.
Secondo la fonte di Kommersant, … “Kamenev ha urlato: “Basta! qui è operativa la FSB!”. Poi, continua la rivista, la FSB ha ordinato di deporre le armi. In pochi secondi i soldati Spetsnaz, hanno risposto al fuoco uccidendo due militari FSB e disarmandone tre”.
Quello che è importante notare non sono le due versioni totalmente lontane, ma ciò che le avvicina: nella zona di Armiansk c’erano impiegate diverse unità di diverse forze dell’ordine, e alcune di loro sapevano che nella zona c’erano dei sabotatori già attivi – questo per fare in modo che le forze dell’ordine fossero pronte ad usare le armi. Secondo LIFEnews, nessuno era stato fatto prigioniero durante la schermaglia.

Ma la domanda che mi pongo è: perché dei sabotatori dovrebbero andare in Crimea alle 3:00 per sparare ad un taxi nei pressi di un cimitero? Come potevano sapere che l’auto trasportava funzionari FSB? La versione LIFEnews sembra molto acuta, mentre l’altra non è confermata dai fatti: i servizi speciali russi non hanno mai mostrato le armi degli eventuali sabotatori.
“Verso le 04:00 è arrivato un nuovo messaggio”.
“Un veicolo bianco Skoda sta tentando di sfondare presso il villaggio Rysove. Deve essere fermato, ha ordinato un ufficiale dello stato maggiore”.
“ La Skoda si è presentata nella zona operativa non ha reagito alle richieste di fermarsi, e i soldati hanno sparato dapprima colpi d’avvertimento in aria ed ai pneumatici, poi hanno sparato per uccidere – un locale ha riferito a Newslife.

“Contro l’auto ha sparato anche un elicottero militare. Alla guida dell’auto c’era un cittadino turco di nome Hafiz, residente a Suvorovo, con al suo fianco Tetiana Frich, residente a Sovkhozne, moglie di Igor Frich.
“La donna è stata ferita da quattro colpi, mentre l’uomo è stato colpito solo di striscio. I funzionari dei servizi segreti li hanno accompagnati in ospedale”.
Anche questa versione sembra molto bizzarra. I soldati hanno notato un’auto civile ed iniziano a sparare per aria, perché? Perché il conducente quando sente un colpo si dovrebbe fermare? Alla fine una vettura civile è stata colpita da militari armati e da un elicottero da combattimento: che russi coraggiosi! Hanno ferito due civili senza sapere chi fossero.
La ricostruzione delle due teorie può portare ad un tale scenario.
Prima della visita di Putin in Crimea, i servizi di intelligence locali hanno deciso di dimostrare il loro impegno esponendo un complotto ucraino. In realtà sono state delle normali misure preventive aumentate dall’isteria e dagli sforzi dei generali per tenere sotto pressione i loro subordinati.
Di conseguenza, la FSB, le guardie di frontiera e l’esercito hanno schierato grandi quantità di truppe vicino ad Armiansk per testare uno scenario d’invasione da parte dell’Ucraina.

Hanno preso a calci i turisti e li hanno cacciati da Armiansk, hanno poi trovato l’esca con la chiamata del taxi è l’hanno collegata ad un gruppo di sabotaggio ucraino, lanciando l’allarme. Un’altra unità – Vympel – che non era a conoscenza di nessun particolare – credeva di essere in missione e di operare in una zona infestata di sabotatori ucraini.
L’auto taxi è stata colpita dai colpi di un’unità di polizia, la Skoda bianca, è stata coinvolta nel marasma da un’altra unità di polizia che era stata messa in allarme dall’ufficiale di stato maggiore che dirigeva le operazioni.
In ogni caso, ora sono passate due settimane dalla data dei fatti e da allora i russi non hanno ancora mostrato nessuna arma; chi ha esattamente sparato a Kamenev; non sono riusciti a trovare un modo per coinvolgere nella sparatoria Panov; gli “ordigni” dei “sabotatori”, come si desume dalle uniche foto pubblicate, sembrano costruiti da bambini dell’asilo [non come sostiene Putin che i sabotatori fossero membri del servizio segreto ucraino – probabilmente gli ordigni sarebbero stati migliori, seppur il servizio ucraino sia messo male].

È molto chiaro il motivo per cui non ci sono prove: perché le armi sono delle forze dell’ordine russe che hanno sparato ai loro colleghi.
Ma questa non è la fine. A tarda sera, una compagnia di paracadutisti russi ha espatriato “vicino al confine con l’Ucraina e hanno notato un gruppo di sabotatori – ha riferito Kommersant – I sabotatori hanno aperto il fuoco, mentre i paracadutisti russi non hanno risposto per evitare di colpire le case degli abitanti del villaggio ucraino – qui è stato ucciso il sergente russo Semen Sychev.

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Un’altra enorme bugia per coprire la morte del soldato: Kamenev è stato ucciso per il vergognoso panico e la mancanza di coordinamento e di comando tra i servizi segreti russi; la morte di Sychev è stata mascherata da un “gruppo di sabotaggio” in Ucraina. I paracadutisti russi sono conosciuti come coloro che sono pronti a sparare in qualsiasi punto o villaggio in cui si trovano – lo hanno dimostrato in Cecenia e in Ucraina – e se non hanno sparato segno che non c’era nessun gruppo di sabotaggio. L’assurdo arriva all’apice sapendo che Sychev non è un paracadutista. Ma allora cosa ci faceva in Ucraina? Ma è proprio morto in Ucraina o nella occupata Crimea ancora il mattino presto assieme a Kamenev?

I media russi nei loro rapporti iniziali, citando fonti della FSB, hanno riportato che ci fossero stati anche massicci bombardamenti e che un carro armato ucraino fosse a copertura dei sabotatori. Dei mezzi armati e dei bombardamenti poi non si è saputo più nulla.
Questo scandalo mostra il livello reale del potere di Putin: i media russi sono pronti a giustificare qualsiasi falso e bugia, mentre i servizi di intelligence possono trasformare qualsiasi persona in un “sabotatore o delinquente”: tre giorni d’interrogatori, botte e torture chiunque alla fine, pur di essere lasciato in pace, si dichiara colpevole.

Fonte UA-Time autore Gabrielis Bedris