L’omicido di Arseniy Pavlov nickname Motorola, il comandante di una unità Donetsk formata da mercenari russi, ha fatto il giro del mondo.

Il personaggio macchiatosi di crimini di guerra non è che l’ultimo dei leader russi che viene ucciso negli ultimi mesi.

La propaganda russa ha provato a far circolare dei fake circa presunte rivendicazioni da parte di fantomatici gruppi di sabotatori ucraini ma la verità è facilmente comprensibile essere un’altra.

Motorola viveva a Donetsk e si muoveva sempre con suoi fidatissimi collaboratori, l’edificio dove viveva era controllato dai servizi di sicurezza e pertanto immaginare che un gruppo di sabotatori ucraini possa in pieno giorno girare in maniera indisturbata per le vie di Donetsk, riuscire a penetrare nell’edificio di Motorola, piazzare una bomba nell’ascensore e poi aspettare che il personaggio faccia rientro per attivarla, sa veramente di fantascienza.

Due sono le ipotesi su quanto successa, la prima che sia esploso un ordigno mentre lo maneggiavano per scherzo, la seconda e più plausibile che sia l’ennesimo omicidio legato alla guerra di bande in corso negli ultimi mesi nei territori occupati per il controllo del traffico di droga e armi.

Proviamo a ripercorrere gli avvenimenti di cronaca degli ultimi mesi legati agli omicidi eccellenti.

 

Alexander Bednov nativo di Lugansk, noto anche con il soprannome di Batman, era un combattente separatista e il leader di una milizia filo-russa in Donbas. Bednov era attivo nel pattugliamento di Luhansk durante la primavera e l’estate 2014, poi è stato nominato ministro della difesa del Governo separatista di Luhansk.

 

Aveva in mente di partecipare alle elezioni farsa del novembre 2014 come Capo del Governo, ma alla fine, non lo fece, presumibilmente a causa di un conflitto con Igor Plotnitsky, il leader dei separatisti Luhansk.

Bednov è stato ucciso il 1 gennaio 2015, quando un minibus trasportava lui e altri sei commilitoni è stato colpito da un pesante fuoco di armi automatiche. In seguito alla notizia dell’uccisione di Bednov, i membri della sua unità di combattimento sono stati accusati da Plotnitsky di aver ucciso il loro comandante.

Yevheniy Ishchenko di origini russe si autonominò sindaco di Pervomaisk, una città della regione di Luhansk, dopo la conquista della città.

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Ishchenko ha avuto un atteggiamento critico nei confronti Plotnitsky per la gestione del potere a Luhansk, e lo ha pubblicamente accusato di rapine e corruzione. E ‘stato uno dei comandanti della Guardia Nazionale cosacchi, guidati dal cosacco russo Nikolai Kozitsin, che avrebbe avuto anch’esso screzi con Plotnitsky.

Ishchenko è stato ucciso insieme ad altri tre combattenti, il 23 gennaio, 2015. Plotnitsky ha accusato l’esercito ucraino dell’uccisione di Ishchenko, e ha detto che il corpo di Ishchenko è stato trovato a circa 70 metri dalla sua auto.

Mozgovoi, un comandante separatista di origine ucraina, è stato ucciso in un agguato in Donbas il 23 maggio 2015. Il suo veicolo è stato colpito da un ordigno esplosivo improvvisato e poi finito a colpi di mitragliatrice.

Mozgovoi aveva lavorato in Russia prima di tornare in Ucraina nel 2014, dove ha preso il controllo della città di Alchevsk nella regione di Luhansk dopo che la stessa era stata conquistata. E ‘stato un leader del (Ghost) Battaglione Prizrak dove hanno lavorato anche alcuni mercenari italiani.

Mozgovoi balzò agli onori della cronaca dei media globali, quando presidette un “tribunale del popolo” che condannò a morte un uomo accusato di stupro chiedendo al pubblico di emettere la sentenza per alzata di mano. Successivamente captò nuovamente l’attenzione dei media quando affermò che le donne non dovevano uscire e trascorrere tempo nei ristoranti.

 

 

Pavel Dryomov di origini ucraine, era il capo di una milizia cosacca nella regione di Luhansk. Conosciuto con il nome di battaglia Batia (Padre), inizialmente era vicino a Mozgovoi, il leader del Battaglione   Prizrak, ma la loro alleanza si interruppe. Dryomov era un feroce critico di Plotnitsky. Dryomov una volta inviò al Presidente russo Vladimir Putin un video messaggio in cui accusava Plotnitsky di aver rubato gli aiuti umanitari russi e che lo stesso si era accordato con il nemico per la vendita di carbone dai territori ribelli in Ucraina.

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Dryomov è stato ucciso insieme al suo autista quando la sua auto è esplosa in una stazione di benzina nella zona controllata dai “separatisti” a Pervomaisk nella regione di Luhansk il 12 dicembre, 2015. Anche in questo caso i “separatisti” accusarono Kiev dell’uccisione, che definirono “un attacco terroristico”.

Artem Shevchenko, il direttore delle comunicazioni per il Ministero degli Interni dell’Ucraina, ha detto che Dryomov era sulla sua strada verso la città di Stakhanov, controllata da sua milizia, e che stava raggiungendo tale località per celebrare il suo matrimonio.

Yevhen Zhylin nato a Kharkiv, era il leader di un gruppo anti-euromaidan chiamato Oplot (Stronghold), che si era formato in un fight club locale. Dopo che l’ex presidente Viktor Yanukovich è fuggito in Russia nel febbraio 2014, un gruppo di manifestanti anti-euromaidan, tra cui Zhylin e il suo Oplot, ha tentato di catturare l’edificio dell’amministrazione statale di Kharkiv nel mese di aprile e dichiarare la “Repubblica Kharkiv popolare” con le stesse modalità di quanto è avvenuto in Donbas.

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Zhylin è stato ucciso in un ristorante di lusso Mosca il 19 settembre Secondo gli investigatori, il killer stava aspettando la vittima in un tavolo vicino per 20 minuti e ha sparato diversi colpi.

Gennadiy Tsypkalov, uno dei capi dei gruppi separatisti di Luhansk, è stato arrestato a metà settembre con l’accusa di “ordire un colpo di stato” nella regione. E’ stato un consulente di Plotnitsky. Di origine russa Tsypkalov è stato un importante attivista anti-euromaidan e successivamente ha partecipato all’occupazione del palazzo ucraino dei servizi di sicurezza a Luhansk nel mese di aprile 2014. Tsypkalov è morto in detenzione in circostanze misteriose il primo settembre. Un rappresentante dei separatisti di Luhansk ha detto all’agenzia Interfax di stampa che Tsypkalov si è suicidato.

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Ora la domanda è…. Chi sarà il prossimo ?

In pole position c’è un altro criminale di guerra conosciuto con il nome di battaglia Givi, personaggio conosciuto in Italia perché portato agli onori della cronaca da alcuni giornalisti come il “Gorge Clooney” del Donbass. Si vanta di uccidere i prigionieri di guerra con le proprie mani.

Ma anche lo stesso Zakharchenko potrebbe rientare nella rosa dei papabili prossimi defunti, considerando anche il fatto che è già sfuggito a diversi attentati. Igor Strelkov, personaggio molto famoso sino a qualche mese fa, si è invece fatto da parte. L’ex ufficiale della GRU era entrato in contrasto con Putin se non per il fatto che in Russia stava crescendo di notorietà e questo aveva infastidito lo Zar. Da alcuni mesi Strelkov si gode la vita a Mosca in un dorato “pre pensionamento”. La cosa che dovrebbe far riflettere è che proprio in questi giorni una delegazione della Lega Nord è stata in Crimea ribadendo il fatto che è in atto una piena democrazia e che il referendum del 2014 è pienamente valido, mentre lo stesso Strelkov in una precedente intervista ha ammesso (come ha fatto lo stesso Putin) che quel referendum era un fake. Pertanto rimangono solo due possibilità, cioè che la delegazione italiana mente ben conscia di mentire oppure che non ha i benché minimi strumenti culturali per comprendere cosa gli sta attorno.

 

Pavel Gubarev, noto neonazista russo si era autoproclamato nel 2014 come “Governatore di Donetsk” ma la sua carriera ha avuto vita breve anche a casua dei suoi noti problemi di tossicodipendenza. In Italia è conosciuto in quanto nel suo gruppo hanno affermato di esseresi arruolati alcuni italiani appartenenti ai gruppi rosso bruni. le ultime notizie lo davano come Sindaco di Yasynuvata incarico datogli direttamente da Zakharchenko, ma ben presto la sua figura è entrata in contrasto con Aleksandr Khodakovsky comandante del battaglione Vostok che comanda i traffici illeciti di quella zona in quanto Yasynuvata è un importante hub ferroviario.

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Vyacheslav Ponomarev, autoproclamatosi Sindaco di Slaviansk durante l’occupazione della città attualmente vive in Russia. Fu il responsabile della prigionia del giornalista americano Ostrovsky e delle successive indagini circa la morte del povero giornalista italiano Andrea Rocchelli.

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Aleksandr Borodai, anch’esso personaggio scomparso dai riflettori è apparso in una intervista a Kommersant in cui asserisce che Zhylin sarebbe stato ucciso a Mosca per motivi di business

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E’ chiaro che è in atto una guerra tra bande in uno dei luoghi dell’Ucraina dove storicamente ha sempre comandato la mafia del Donbass. La guerra sta portando insperate possibilità di arricchirsi con il contrabbando di armi (molte delle quali dirette verso la Siria) e del traffico di droga. Nonostante il Senatore italiano Lucio Malan abbia descritto Donestk come una tranquilla cittadina dove vengono rispettati gli standard democratici europei, la situazione è oramai fuori controllo e non esiste più nessuna forma di legalità, esiste solo la legge del più forte, una città dove i ristoranti hanno sostituito i locali guardaroba con delle rastrelliere per gli AK47 vietando almeno nei locali pubblici di circolare con le armi.

La popolazione è allo stremo, vi è penuria di cibo e medicine e questo alimenta il contrabbando con i villaggi vicini sotto il controllo del Governo di Kiev ove non c’è penuria di generi di prima necessità. Il mercato nero fiorisce mentre le gang che imperversano a Donetsk si arricchiscono a dismisura vendendo parte delle armi e dei munizionamenti che settimanalmente provengono dalla Russia nei cosiddetti “cargo di aiuti”

Tale situazione sta creando problemi anche al Cremino che potrebbe avere anche un ruolo in questi omicidi eccellenti in un’ottica di sostituire “gli utili idioti” della prima ora con ufficiali dalla comprovata fedeltà al potere centrale.