Quello dell’abbattimento dell’elicottero militare russo MI 35 potrebbe essere un case study di come utilizzare un grossolano errore a supporto della propaganda.

Stiamo parlando dell’abbattimento dell’elicottero da combattimento russo Mi 35 sui cieli della Siria avvenuto l’8 luglio. In Italia la notizia non e’ stata riportata in quanto contestualizzata nello scenario Siriano, scenario oscurato dai media nazionali per motivi di interesse geopolitico.

Per chi non fosse a conoscenza di cosa sta succedendo in quella parte di mondo (che dovrebbe interessare molto da vicino gli italiani in quanto da li’ proviene il più alto numero di profughi) la guerra sta continuando più feroce di prima e l’aviazione di Assad e Putin (che qualche mese fa aveva annunciato in TV che la campagna era finita) non fa passare giorno senza che i loro bombardamenti non colpiscano (anche) i civili causando decine di morti.

L’8 luglio, la sera, l’agenzia Amaq (vicina all’ISIS) riportava la notizia che un elicottero russo era stato abbattuto, non precisando chi lo aveva abbattuto.

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Poche ore dopo il Ministero della Difesa Russo affermava che la notizia era falsa e che tutti gli elicotteri da combattimento erano tornati alla base – TASS

Il 9 luglio il giornale russo Lenta.ru riportava la notizia che un elicottero MI-35 era stato abbattuto in Siria – Lenta.ru

A questo punto il Ministero della Difesa Russo confermava la morte di due piloti russi ma negava che si trattava di un elicottero MI-35 russo (TASS) Infatti il Ministero sostiene che l’elicottero abbattuto non e’ un MI-35 (in dotazione solo alle truppe russe) ma un MI-25, la versione da esportazione del MI-24, un tipo di elicottero differente e piu’ obsoleto. Nella dichiarazione si riporta che l’elicottero stava effettuando un volo di addestramento.

Nonostante fosse “solo un volo di addestramento” i due piloti russi “eroicamente attaccavano un contingente ISIS che avevano avvistato” (retorica che ricorda molto da vicino la bufala del soldato russo accerchiato da ISIS che muore eroicamente di qualche mese fa).

Ma poi viene postato il video dell’abbattimento dell’elicottero

Utilizzando le foto fornite da Google Earth effettivamente si può ipotizzare che la zona sia quella ad Est di Palmira.

Analizzando il video si puo’ inoltre verificare che l’elicottero in questione non fosse (per la sua conformazione) un MI-25 ma bensì un MI-35, elicottero che non e’ a disposizione di Assad ma unicamente delle Forze Armate russe.

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Effettuato il debunking di questo primo Fake del Ministero della Difesa russa, passiamo alla seconda parte di questa storia.

Lo stesso Ministero ha dichiarato che l’elicottero e’ stato abbattuto da un sistema anti tank americano denominato TOW

Qui abbiamo il primo tentativo di utilizzare un incidente in ottica di propaganda anti americana. Infatti e’ noto che l’ISIS non dispone di tali sistemi ed il fatto che un TOW abbia abbattuto un aereo sarebbe la prova che l’ISIS e’ armato dagli americani.

Chi conosce i mezzi militari sa che un TOW non ha le caratteristiche tecniche per abbattere un elicottero, specie se non e’ fermo in cielo, ed allora si potrebbe propendere per un altro tipo di sistema missilistico tipo MANPAD.

Ma anche questa teoria e’ facilmente sottoposta a debunking in quanto i MANPAD producono una scia di fumo nel loro tragitto che nel video non e’ visibile.

L’unica scia di fumo visibile nel momento prima dell’impatto è quella rilasciata dai missili guidati sparati dall’elicottero e non si vede neppure il tipico puntino bianco di quando un missile TOW si avvicina all’obiettivo.

L’elicottero e’ stato colpito nella parte posteriore con una traiettoria dall’alto verso il basso, proprio la traiettoria che poteva avere un missile non guidato lanciato dal secondo elicottero che si vede anche nel secondo video.

Questo giustificherebbe il fatto che l’ISIS (sempre molto prodigo in questo tipo di campagne) non ha preso subito la paternità dell’abbattimento ne’ ha pubblicato dei video per dimostrare come avevano potuto abbattere l’elicottero.

L’azione inoltre dimostra come ancora oggi la Russia sia impegnata in prima persona nei bombardamenti in Siria nonostante il suo Presidente ne neghi la paternità.

Come spesso capita in guerra, un incidente di fuoco amico lo si cerca di trasformare in una azione eroica dei propri militari. Questa ricostruzione la si deve anche leggere in ottica di politica interna, dove la maggior parte della popolazione russa (nonostante la martellante propaganda) non approva appieno l’intervento armato in Siria e ancor di piu’ dopo l’annuncio televisivo di Putin che dichiarava che l’impegno militare in Siria era terminato e che tutti gli obiettivi erano stati raggiunti.

Agli occhi di questa analisi (che in Russia molto probabilmente e’ stata vietata dalle nuove normative di controllo di stampa e media) si puo’ presumere che l’abbattimento di un elicottero dovuto a fuoco amico sia stato utilizzato per alimentare la propaganda anti americana.