Di fronte alla minaccia di una nuova offensiva russa proveniente dalla Bielorussia, l’Ucraina sta rafforzando la difesa del proprio confine settentrionale. La centrale nucleare di Chernobyl viene protetta con reti anti-drone, mentre lungo il confine vengono installati posti di controllo rinforzati.
La propaganda russa ha diffuso la notizia falsa secondo cui l’Ucraina starebbe preparando una «provocazione estremamente pericolosa per compromettere il funzionamento della centrale nucleare di Chernobyl». Citando alcune «fonti occidentali» i media russi riferiscono che le Forze Armate ucraine «si stanno preparando a sferrare un attacco» contro la centrale di Chernobyl: «stanno scavando trincee» nella foresta di Ryzhy e «hanno in programma di lanciare droni dalla centrale».

La propaganda russa sta strumentalizzando un articolo della rivista tedesca *Der Spiegel* su una possibile nuova offensiva russa dal territorio bielorusso, sulla scia di quanto accaduto nel 2022. Sullo sfondo di questa minaccia, scrive Der Spiegel, le forze armate ucraine stanno rafforzando la difesa della centrale nucleare di Chernobyl. A tal fine, l’Ucraina sta installando posti di blocco rinforzati lungo il proprio confine settentrionale, predisponendo barriere anticarro e gallerie difensive.
L’articolo sottolinea che la Bielorussia, situata a 15 chilometri di distanza, non è entrata a pieno titolo nella guerra russa. Tuttavia, se la situazione dovesse cambiare, Chernobyl si troverebbe nel raggio d’azione dei droni FPV. Considerando che la Russia sta attaccando attivamente gli impianti nucleari ucraini con i droni, le forze di difesa ucraine hanno iniziato a circondare la centrale di Chernobyl con reti anti-drone per respingere gli attacchi, scrive Der Spiegel.
La testata ha inoltre ricordato che era stata proprio la Russia a tentare di militarizzare la centrale nucleare di Chernobyl già nei primi giorni dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Il 24 febbraio 2022, unità russe provenienti dalla Bielorussia sono entrate nella zona di esclusione, hanno occupato gli impianti della centrale nucleare di Chernobyl e hanno preso in ostaggio il personale della centrale. Fu allora che proprio i russi iniziarono a costruire fortificazioni nel Bosco Rosso, uno dei luoghi più contaminati dell’intera zona di esclusione. I mezzi militari pesanti si spostavano costantemente attraverso l’area contaminata, trasportando polvere radioattiva verso i territori non contaminati delle regioni di Chernihiv e Kiev, il che ha portato a un temporaneo aumento dei livelli di radiazioni in alcuni punti specifici.
I russi hanno controllato la centrale e sono rimasti nella zona contaminata dalle radiazioni per circa un mese. Dopo la liberazione della centrale nucleare, è emerso che le truppe russe avevano sottratto dalla centrale di Chernobyl attrezzature per un valore non inferiore a 135 milioni di dollari e che i documenti e gli archivi della centrale erano stati portati via o distrutti. Nove dipendenti della centrale di Cernobyl sono stati uccisi dalla Russia, altri cinque sono stati rapiti.
Ma anche dopo la liberazione della centrale di Chernobyl, questa rimane in una zona a rischio. Secondo i dati dell’AIEA, la missione internazionale ha constatato un aumento dell’attività militare russa in tutte le centrali nucleari ucraine. Il direttore generale dell’Agenzia, Rafael Grossi, ha ricordato che nel febbraio 2025 un drone russo ha colpito il sarcofago protettivo del quarto reattore distrutto della centrale nucleare di Chernobyl.
Secondo i risultati dell’analisi, l’impianto, la cui costruzione ha richiesto quasi 20 anni di lavoro e oltre 2 miliardi di dollari, attualmente non svolge le sue funzioni protettive. Il nuovo involucro protettivo dovrà essere ripristinato entro il 2030, altrimenti le conseguenze saranno catastrofiche. Il ripristino richiederà centinaia di milioni di dollari. Pertanto, sono proprio le operazioni militari russe contro l’Ucraina a rappresentare ancora oggi la principale minaccia per gli impianti nucleari ucraini.
Per saperne di più su questo argomento, consultate gli articoli di StopFake «Falsa notizia: Zelensky minaccia un attacco preventivo contro la Bielorussia» e «Falsa notizia: lo Stato Maggiore ha “smentito” le dichiarazioni di Zelensky sul rischio di un’offensiva dalla Bielorussia».



