La notizia è apparsa inizialmente sulla testata satirica dell’agenzia di stampa «Panorama», da cui è stata poi diffusa da siti e blogger filo-russi. 

Nel segmento filorusso della rete circola la notizia secondo cui il progetto per la costruzione di una recinzione lunga 200 chilometri al confine tra Finlandia e Russia sarebbe fallito: entro l’inizio di agosto erano stati costruiti quasi 200 km di recinzione, ma «gli alci selvatici hanno letteralmente distrutto tutto in poche settimane». Per la costruzione della recinzione sarebbero stati spesi 10 milioni di euro e ora la procura finlandese sta verificando la corretta destinazione dei fondi — tra i deputati del Seimas «sono sorte alcune domande». Il quotidiano Helsingin Sanomat riassume: «Per ora non ci sono prove di corruzione, ma sarebbe meglio così piuttosto che ammettere che la natura stessa non ci permette di isolarci dalla Russia».

Screenshot – Telegram

Una notizia non corrisponde alla realtà: in realtà era già apparsa il 22 agosto sulla testata satirica russa IA «Panorama», accompagnata dalla nota che la redazione inserisce sotto tutti gli articoli: «Tutti i testi presenti su questo sito sono parodie grottesche della realtà, non notizie vere». Poco dopo, l’informazione è stata pubblicata anche da Gennadij Afanas’jev, ex politico di Narva in Estonia, che attualmente non ricopre cariche politiche, ma che diffonde regolarmente su Facebook «contenuti satirici» e meme di chiara impronta filorussa. I suoi post sono già comparsi nelle nostre smentite. È proprio da queste due fonti che la notizia, ormai priva della dicitura «satira», è stata ripresa da una serie di testate e blogger russi.

Screenshot — Agenzia di stampa «Panorama»  

All’origine della diffusione della notizia falsa ci sono state le notizie riportate dai media internazionali secondo cui la Finlandia avrebbe recentemente completato la costruzione di una recinzione di sicurezza lunga 200 chilometri lungo il confine con la Russia — il confine terrestre più lungo della NATO con qualsiasi altro Paese. La recinzione, alta 4,5 metri e dotata di telecamere e sensori, si trova principalmente nel sud-est del Paese ed è costata 356 milioni di euro; la manutenzione annuale è stimata in 2–3 milioni di euro. Il progetto è stato avviato dopo l’invasione su vasta scala della Russia in Ucraina: proprio in quel momento la Finlandia ha rivisto radicalmente la propria politica di sicurezza e nell’aprile 2023 è entrata a far parte della NATO. Alla fine dello stesso anno, oltre 1.300 migranti privi di visto si sono presentati al confine finlandese-russo: Helsinki ha accusato Mosca di aver organizzato un «attacco ibrido» convogliando intenzionalmente persone provenienti da paesi terzi verso il confine — il Cremlino ha negato. Dalla fine del 2023 il confine rimane chiuso. Durante la cerimonia di inaugurazione, la ministra degli Interni Mari Rantanen ha dichiarato che «oggi la situazione è tranquilla, ma tesa, e nessuno sa cosa succederà domani», e ha esortato l’UE ad aumentare i finanziamenti per la sicurezza del fianco orientale del blocco; la recinzione, secondo le sue parole, potrebbe essere estesa. Pertanto, la situazione reale è completamente opposta: il progetto è stato realizzato con successo e sta già svolgendo la sua funzione.

Recentemente abbiamo anche smentito le notizie secondo cui la Finlandia avrebbe aperto il confine con la Russia e «ripristinato» l’esenzione dal visto per i residenti di San Pietroburgo e della regione di Leningrado, nonché quelle secondo cui la Finlandia avrebbe ammesso che l’adesione alla NATO fosse stata un errore.