Gli screenshot diffusi contengono titoli manipolati e affermazioni inventate. I post individuati riferiscono di un attacco russo, non di una provocazione ucraina. L’ex capo dei servizi segreti britannici MI6, Alex Younger, a cui vengono attribuite accuse nei confronti dell’Ucraina, è deceduto più di tre mesi prima di questo attacco.
Sui social media circolano immagini di presunti articoli pubblicati dalla BBC, dal Guardian, dall’Independent e da Al Jazeera riguardo all’attacco alla ferrovia nei pressi del confine tra Ucraina e Polonia. Secondo questi screenshot, i servizi segreti ucraini avrebbero organizzato questo attacco per coinvolgere i paesi europei nella guerra. Come fonte di questa versione viene citato l’ex capo dei servizi segreti esteri britannici MI6, Alex Younger. Diversi media noti vengono citati a conferma del fatto che in Occidente sarebbe stata smascherata la provocazione ucraina.

Tuttavia, gli screenshot dei materiali che sarebbero stati pubblicati dalla BBC, dal Guardian, dall’Independent e da Al Jazeera sono stati falsificati e le notizie in essi contenute non corrispondono alla realtà.
Inoltre, la persona a cui viene attribuita la rivelazione non ha potuto commentare l’attacco di settembre. Il 3 giugno 2026, sul sito web del governo britannico sono state pubblicate le condoglianze del primo ministro in seguito alla morte di Alex Younger. La notizia della sua morte è stata diffusa anche dallo stesso MI6. Younger ha guidato il servizio dal 2014 al 2020. L’attacco, di cui si parla nelle pubblicazioni diffuse, è avvenuto il 13 settembre 2026. Pertanto, i propagandisti gli hanno attribuito una valutazione di un evento avvenuto già dopo la sua morte.
Nell’immagine con la grafica della BBC, il titolo afferma che l’ex capo dell’MI6 abbia accusato i servizi segreti ucraini di aver organizzato un attacco alla stazione dove si trovavano Boris Johnson e alti funzionari europei. In realtà, però, l’articolo della BBC ha un titolo diverso: «La Russia ha colpito un treno ucraino poco dopo la partenza da quella stazione di Boris Johnson e di alti funzionari europei». L’articolo riferisce di un drone russo che ha colpito la locomotiva a Yagodyn. Nel testo originale non vi sono accuse nei confronti dei servizi segreti ucraini.

Le immagini diffuse, che presumibilmente ritraggono articoli pubblicati su *The Guardian* e *The Independent*, sostengono che il treno potrebbe essere stato attaccato dai servizi segreti ucraini. Nei sottotitoli si legge che l’ex capo dell’MI6 Alex Younger sarebbe convinto che i servizi segreti ucraini volessero coinvolgere direttamente i paesi europei nel conflitto. Tuttavia, negli articoli originali di The Guardian e The Independent non vi è traccia di tali affermazioni: gli articoli riportano che, secondo quanto riferito, sarebbe stato proprio un drone russo ad attaccare il treno e che l’attacco russo avrebbe potuto prendere di mira anche i treni su cui viaggiavano Johnson e l’ex direttore della CIA.
Su Al Jazeera, la notizia falsa riguarda il titolo e la descrizione del servizio video. Nell’immagine, il titolo inizia con le parole «Ukrainian hoax» – «Bufala ucraina». Sotto è stata aggiunta l’affermazione secondo cui Yanger ritiene che l’attacco sia un tentativo dei servizi segreti ucraini di provocare un’escalation. Tuttavia, il servizio originale del 14 settembre riferisce di un attacco russo avvenuto dopo la partenza di Johnson. Nella descrizione non sono presenti dichiarazioni di Yanger.

Ricordiamo che il 13 settembre un drone russo ha colpito una locomotiva nei pressi del confine con la Polonia. I passeggeri sono stati evacuati e non sono stati segnalati feriti. Johnson e i consiglieri europei per la sicurezza nazionale avevano precedentemente percorso lo stesso tragitto su un altro treno. L’ex direttore della CIA David Petraeus, al momento dell’attacco, si trovava su un altro treno alla stazione di Yagodin.
In precedenza, StopFake aveva analizzato la notizia falsa secondo cui l’Ucraina avrebbe potuto condurre all’aeroporto di Lipsia un’operazione sotto falsa bandiera con l’obiettivo di screditare la Russia.



