Ha molto fatto discutere anche in Ucraina il servizio proposto da Porro a Matrix, un servizio ove viene definito FAKENEWS la strage di piazza Maidan del febbraio 2014 e si dice chiaramente che il tutto è stato architettato dagli USA per effettuare il colpo di Stato.

https://www.youtube.com/watch?v=iwaj1G-Jglg

Già da subito Porro dà una chiave di lettura dei fatti, nel primo minuto “paghiamo in Europa per le sanzioni imposte alla Russia” che come tutti sappiamo è una lettura del tutto errata in quanto  le sanzioni colpiscono solo delle persone o aziende russe coinvolte direttamente mentre le sanzioni di cui parla Porro sono state imposte dalla Russia all’Europa e non viceversa.

Ovviamente nella trasmissione non vi è nessuno che possa confutare tali affermazioni perchè scopo di questo servizio non è informare ma dare una visione (che come vedremo è completamente inventata) dei fatti occorsi nel febbraio del 2014.

Per questa storia il giornalista Gian Micalessin (ex militante del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Movimento neofascista italiano MSI) utilizza tre testimoni georgiani non dando però la possibilità ad alcuno di verificare quanto queste tre persone dichiarino in quanto (molto furbescamente) asseriscono di essere stati in Ucraina in quei giorni con passaporti falsi. Non vengono rivelati i nomi che utilizzavano in quei giorni (cosa che potrebbe essere utile per verificare se effettivamente erano a Kiev) ma rivelano i loro veri nomi….

Gian Micalessin

 

Micalessin non fa segreto di quali siano le sue simpatie per il Cremlino.

Ma torniamo ai fatti

Nel servizio si indica in Saakashvili “l’allora Presidente della Georgia” FALSO Saakashvili rimane Presidente della Georgia siano al Novembre 2013 qui siamo a Febbraio 2014

Poi si dice “I russi non sono mai stati accusati di aver sparato, sono stati accusati di aver appoggiato il Governo, però quella tesi di fronte alle testimonianze di questi tre non regge più” FALSO, la Procura Ucraina ha sempre accusato anche la Russia di aver partecipato al massacro.

Poi vengono fatte vedere le immagini delle persone uccise nella via Instituska, immagini al minuto 3:47 che risulteranno molto importanti nel debunking di questo FAKE

Si parla anche della telefonata asserendo che venne intercettata e diffusa dai Media, quando in realtà la telefonata fu intercettata dalla FSB russa. La Olga dellla telefonata è Olga Bohomolets, realmente presente sulla piazza in quei giorni. Si asserisce in quella telefonata che la stessa avrebbe scoperto delle stranezze circa le uccisioni.

Come faceva la dottoressa che si trovava in piazza senza alcun tipo di autopsia nell’immediatezza dei fatti a ricostruire la traiettoria dei proiettili ed il tipo di proiettile ? Perchè nel servizio di Micalessin non contattano la dottoressa per sentire come mai aveva detto queste cose ?

La risposta è semplice, Olga Bohomolets aveva già nel 2014 più volte smentito le dichiarazioni del deputato estone e pertanto non sarebbe stata “utile” alla teoria che si voleva far passare durante la trasmissione.

Si tira in ballo Pravy Sektor ma come si evince anche nelle immagini non erano all’Hotel Ukraina ma all’Hotel Dnipro…. quindi altro FALSO, inoltre in quella giornata Pravy Sektor non era presente sulla piazza.

In quei giorni all’Hotel Ukraina giravano tutti i capi dell’opposizione… FALSO, l’Hotel Ukraina non era controllato dagli insorti ma dalle forze di Yanukovic, in questo video si vede come la linea del fuoco che divideva i manifestanti dalla polizia la notte del 18 febbraio 2014 (stessa situazione il 19 sino alla mattina del 20) era a ridosso della statua dell’angelo posta a metà della piazza, ben lontano dall’Hotel Ukraina che in quel momento era occupato dalle forze di polizia di Yanukovich. Come si vedrà successivamente in un video la mattina del 20 febbraio i Berkut occupavano ancora l’Hotel Ukraina.

Si parla di Parasiuk che a sua volta con la sua Sotnia stava al conservatorio musicale che era controllato dai manifestanti e che designava il “limite del fronte” sulla piazza.

Il Georgiano dice “Ero all’Hotel Ukraina il 18 febbraio” (badate bene alla data perchè è importante) non indicando però in quale ora e con chi stesse in quel momento e nessuno gli chiede come mai si trovasse in un edificio controllato dalle forze governative insieme ai Berkut.

Al minuto 14:31 fanno vedere le immagini di Instituska dove come vedremo era impossibile che i colpi che uccidevano i manifestanti provenissero dall’Hotel Ukraina

Sempre nel servizio dicono “Abbiamo abbandonato le armi li” però fanno vedere persone che escono con delle armi e dicono che erano proprio i cecchini nonostante si veda che l’arma non è un fucile di precisione. In realtà i cecchini di Yanukovich lasceranno di corsa l’Hotel una volta che le forze di polizia retrocedono sotto l’avanzare dei manifestanti.

Questa l’accozzaglia di informazioni messe insieme per sostenere una tesi, un servizio che ricorda molto il caso “Carlos” subito dopo l’abbattimento del volo Malesyan Airline MH17 da parte dei russi nel luglio 2014. Carlos venne definito una “gola profonda” che lavorava all’aeroporto di Boryspil a Kyiv, salvo poi scoprire che non esisteva nessun Carlos e che era un personaggio inventato per creare una delle tante teorie che depistassero le indagini.

Ma vediamo oggettivamente perchè questo servizio andato in onda su Canale 5 è un fake clamoroso.

Ci avvaliamo di una slide così che tutti possano capire chiaramente come stavano le cose quella mattina e le posizioni che ognuno teneva.

La linea rossa delimita il perimetro entro cui venivano contenuti i manifestanti, sulla linea rossa c’erano i Berkut di Yanukovic. E’ chiaro che l’Hotel Ukraina fosse sotto il controllo delle forze governative. Quando la mattina i manifestanti riescono a rompere l’assedio cominciano ad avanzare verso la parte superiore della piazza avvicinandosi all’Hotel Ukraina.

Quelli che si vedono nelle immagini di questo video sparare si trovano sul terrapieno a destra dell’hotel Ukraina, sono chiaramente delle forze speciali, hanno armi di precisione e sparano sulla folla.

 

In questo video si vede chiaramente come nella mattinata del 20 febbraio i Berkut occupavano ancora l’Hotel Ukraina, ma si apprestavano ad indietreggiare, come si sente dal video le sparatorie erano già cominciate. La mattanza inizia quando mancano pochi muniti alle nove del mattino.

 

Al minuto 4 si vedono altri poliziotti che sparano sulla folla da dietro dei sacchi di sabbia, si trovano sul lato destro della Instituska nei pressi ancora della piazza, proprio poco sopra l’orologio dei fiori. In quella posizione dopo un pò vedremo apparire i manifestanti che prendono il posto della polizia che sta arretrando. E’ a questo punto che dall’Hotel Ukraina, ancora occupato dalle forze governative, sparano sui manifestanti in quella posizione (come si vede anche dal servizio di Matrix). Da lì a poco anche l’Hotel Ukraina viene abbandonato dai governativi ed occupato dai manifestanti. Al piano terra viene improvvisata una sala medica e si diffonde la notizia che sul tetto ci sono degli sniper dei berkut. A questo punto l’hotel viene bonificato, stanza per stanza ma i governativi che hanno abbandonato le loro divise si mischiamo tra la folla ed approfittando della confusione fanno perdere le loro tracce.

A questo punto i manifestanti stanno avanzando sulla via Instituska e giunti nei pressi della fermata della metropolitana di Kreschatyk (punto giallo della mappa) vengono fatti oggetto di fuoco da parte dei Berkut posizionati poco più avanti (punto verde della mappa)

In questo video si vede chiaramente dove erano posizionati i Berkut che facevano fuoco sui manifestanti, si vedono anche le armi usate e mentre sparano. Anche nel video di Matrix si vede chiaramente che le persone sono colpite frontalmente mentre l’Hotel Ukraina si trova alle loro spalle. Ancora oggi in quel tratto di strada sono presenti i fori di entrata sui pali della luce e senza essere esperti balistici si capisce chiaramente che i proiettili provenivano dalla parte anteriore e non posteriore e che si sparava ad altezza d’uomo e non dal terrazzo di un Hotel.

Il fake è stato ripreso da un’altro sito non nuovo alla propaganda pro russa quale analisidifesa che cita anche RT e RIA Novosti. Ha valicato i confini italiani ed è stato ripreso in Germania, oltre che ovviamente su decine di siti della propaganda in Russia. (Novosti Mira, Comitet, Antifashist, Warfiles,Alternatio,Ronin, e molti altri). Ma anche siti ucraini come 112 che collegano la vicenda al ruolo di Saakasvhili. E’ stato anche tradotto in Bulgaria.

Nicola Porro ha preparato questo articolo già in precedenza, infatti il 12 novembre pubblica un articolo sul Giornale nel quale parla di “Truffa delle FakeNews“, cioè attaccando proprio chi come noi effettua il debunking in maniera scientifica delle notizie false. Siamo in piena tecnica 4 D, attaccare la credibilità di chi ti contrasta non nel merito delle cose ma accusandoti delle stesse cose di cui sei accusato.

Oggi le notizie ritenute non veritiere (ma da chi?)” Dott. Porro, siamo stati insigni di diversi premi internazionali per questo tipo di attività, ed alcuni media quali BBC, CNN, NYT, Washington Post, insieme al DNI ed all’Atlantic Council, ritengono che la nostra attività viene fatta in maniera seria ed attendibile.

Come tutte le emergenze, a definirle è un piccolo club di decisori che tra la moltitudine di cataclismi sceglie, con criteri del tutto arbitrari anche se consolidati, quale affrontare.” Probabilmente non ci conosce perchè noi ci occupiamo unicamente di propaganda russa, quella che diffondono appunto loro.

“Pensiamo ad alcuni casi recenti e capirete bene come la presunzione che in pochi colti, intelligenti, savi possano capire meglio della moltitudine dei bruti che cosa sia fake e che cosa no, si rivela una bufala. Oggi molti si scagliano contro le intromissioni, operate attraverso i social, fatte da operatori interessati e forse russi nella campagna elettorale americana.”. Vero si può parlare di tutti ma guai ad occuparsi di Russia in senso negativo.

Ci sembra chiaro il tentativo di delegittimare chi mette alla berlina notizie false o distorte come quelle andate in onda nella trasmissione di Porro, è molto più semplice sostenere che siamo finanziati da Soros, dal Mossad o da Mazinga Zeta piuttosto che rispondere alle evidenze che proponiamo, evidenze che smontano scientificamente quanto proposto durante Matrix. Il messaggio che forniscono loro è “Non credete a chi fa debunking, specie se è contro la Russia”.

Una brutta pagina del giornalismo “indipendente” italiano che asseconda la disinformazione per chissà quale motivo.

Infine pubblichiamo un estratto della lettera dell’Ambasciata Ucraina rivolta alla redazione di Matrix

 

 

“Roma, 20 Novembre 2017

Egregi Dottori,

Noi apprezziamo molto il Vostro interesse per le vicende del nostro paese, e proprio per questo ci chiediamo se la redazione non debba, in virtù di etica e deontologia professionale, verificare i fatti che sono stati esposti, accertando l’attendibilità delle stesse notizie presentate, al fine di avere una veridica e imparziale informazione.

A scopo di presentare la versione oggettiva dei fatti accaduti sarebbe auspicabile, al nostro parere, dare spazio anche alla testimonianza di persone che alla Rivoluzione della dignità hanno preso parte, creando i presupposti per un corretto contraddittorio.

Esprimendo il mio profondo rispetto, vorrei offrire la massima collaborazione da parte dell’Ambasciata di Ucraina in Italia per facilitare i Vostri contatti e le interviste con i reali partecipanti della Rivoluzione della Dignità.”

A distanza di una settimana ci pensa poi il sito della propaganda russa in Italia Sputnik ad intervistare l’autore del servizio. Nell’articolo sono ben presenti le keywords della disinformazione quali “Golpe”, “Sanzioni” Da questa intervista emergono alcune interessanti considerazioni :

Micalessin riferisce che “Li ho intervistati a lungo, volevo essere sicuro che fossero stati lì. Ho fatto interviste molto lunghe, mettendole a confronto. Tutto corrispondeva.” senza però dire su che cosa corrispondeva in quanto non essendo stato lui testimone dei fatti non si comprende come potesse avere contezza di quanto è successo.

Ed ancora “Ho intervistato in un Paese dell’Est Europa poi un terzo uomo, Alexander, che mi ha portato dei filmati di lui in una tenda con altri georgiani. La storia stava in piedi.” I filmati in una tenda potevano essere stati girati in qualsiasi luogo (e comunque non sono stati fatti vedere nel servizio) ed il finale tradisce l’autore, “La storia stava in piedi

Poi riporta gli stessi fatti già smentiti della dottoressa etc. etc. Si lamenta che da parte ucraina sono arrivate solo delle critiche mentre per “magia” ha trovato molto interesse e supporto da parte della Russia.

Infine forse emerge il vero scopo del servizio ovvero l’argomento trito e ritrito delle “inique sanzioni alla Russia”. In tutto questo nessun accenno al nostro articolo, di cui Porro, la redazione di Matrix e lo stesso Micalessin sono a conoscenza, nel quale abbiamo smontato pezzo per pezzo ciò che loro hanno costruito. Nessuna obiezione sulla nostra ricostruzione, nessun appunto, nessuna difesa da parte loro su quanto abbiamo scritto, nessuna smentita. Nulla di nulla, fare finta che nessuno gli abbia fatto notare come abbiano perlomeno preso “un granchio”.

“— È passata una settimana dal tuo servizio. Qual è stata la reazione dei media italiani?

— Da parte dei media italiani c’è stato il silenzio totale, un silenzio strano, visto che dovremmo essere abbastanza interessati alla questione ucraina se non altro per le conseguenze che questa ha provocato all’Italia. Non dimentichiamoci che a causa delle sanzioni che l’Italia ha appoggiato sull’onda dell’Unione europea il nostro Paese ci ha rimesso tre miliardi in scambi commerciali con la Russia. Questa situazione ha provocato grossi problemi ai nostri imprenditori.”