Attacco russo alle navi ucraine: fake e manipolazioni

Da “tre barche arrugginite“, “che giravano come mosche” a “Poroshenko voleva più cadaveri” e “è diventato un nuovo Fuhrer ucraino“, l’attacco alle navi militari ucraine nello stretto di Kerch ha stimolato una campagna di informazione aggressiva nei media della propaganda russa. Usano le solite tecniche per la distribuzione dei fake e delle manipolazioni. Ad esempio, mostrano in televisione le “testimonianze” dei prigionieri di guerra date sotto pressione come una prova oppure conferma dei fatti manipolativi. Un altro argomento è l’introduzione della legge marziale, mostrata attraverso l’iperbolizzazione, con la distorsione dei fatti e dei significati. StopFake ha analizzato gli accenti principali della propaganda russa negli ultimi giorni.

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Prima di tutto, i media russi hanno cercato di spiegare al loro pubblico che cosa alla fine è successo nello stretto di Kerch, perché le navi ucraine hanno deciso di “avvicinarsi” alle “acque territoriali della Federazione Russa“, per quale causa è stata imposta la legge marziale in Ucraina, e come con questo regime “Kiev punirà le regioni sleali“.

La provocazione dell’Ucraina” – così viene chiamata – è stata pianificata in anticipo, “le conseguenze erano calcolate” e “i calcoli erano stati fatti altrove” (in Occidente, ndr). I media russi sottolineano che le navi militari ucraine non hanno presentato la domanda per passare attraverso il ponte della Crimea nella maniera corretta, quindi hanno ignorato gli avvertimenti della guardia di frontiera russa, “hanno compiuto manovre pericolose“. Il corrispondente del canale “Russia 24” riferisce: “Una delle navi, presumibilmente “Berdyansk”, si stava preparando a sparare. Il cannone è stato diretto verso una delle navi dell’FSB della Russia, la guardia costiera. Naturalmente, le guardie di frontiera non potevano non rispondere a questa provocazione“. Sebbene i registri del comandante della “Berdyansk” siano stati resi pubblici, dove lui informa le guardie di frontiera russe: “L’uso delle armi non c’e’, non c’è aggressione armata, non usiamo le armi“.

Ha gestito la provocazione, ovviamente, “Poroshenko personalmente“. E il “clan al potere in Ucraina” ha provato ad utilizzare l’incidente per risolvere diversi problemi attuali – “per ottenere un sostegno ulteriore da parte dell’elettorato e dell’Occidente” o per bloccare le elezioni imponendo la legge marziale, scrive Sergey Ilyin della radio Sputnik.

 

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Nella cattura dei militari ucraini, la propaganda russa è arrivata a dimostrare tradizionalmente la sua giustezza: ha usato degli interrogatori di prigionieri come prova delle loro tesi. Allo stesso tempo, le forze navali delle Forze armate dell’Ucraina hanno rilasciato una dichiarazione che comprendono  “la cosiddetta testimonianza dei marinai ucraini, perché i metodi di lavoro dei servizi speciali russi non sono un segreto per nessuno“.

Allo stesso tempo, sul video pubblicato dell’interrogatorio dei marinai ucraini, si vede che uno dei prigionieri stava leggendo il testo della “testimonianza” sostenendo che “ignorava consapevolmente le richieste dalla parte dei russi“. Inoltre l’FSB della Federazione Russa ha riferito che i marinai ucraini erano accompagnati dalle “forze speciali“, i rappresentanti dei Servizi della sicurezza dell’Ucraina, che “davano ordini in loco per violare la frontiera della Russia“. E’ stato scoperto anche un “riassunto manoscritto” che “testimonia” che “le barche dovevano, senza attirare l’attenzione delle guardie di frontiera russe, avvicinarsi al canale Kerch-Yenikal e attraversarlo”.

 

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Oltre ai interrogatori finti, in Russia hanno deciso di nascondere l’utilizzo della forza contro le barche ucraine. Così, nel video sul canale televisivo “Russia 24” si vede che alcuni posti sulle navi sono stati sfocati con l’aiuto di effetti visivi.

Più tardi il giornalista militare ucraino Vlad Voloshin ha pubblicato una foto della barca Berdyansk con un buco sotto il ponte di coperta. “È così “pacificamente” che costringevano le nostre barche a fermarsi … Il fuoco è stato puntato direttamente sul personale nella cabina di comando, e non sui motori …“, ha scritto il giornalista.

I media russi non parlavano di fuoco, ed invece della parola “speronamento” utilizzano “rinfusa“, e il video dove i russi con un linguaggio osceno speronavano la nave molto più piccola con gli ucraini, veniva mostrato in televisione senza audio e finiva prima del momento finale. Le guardie di frontiera russe “erano costrette” a sparare agli ucraini, “e questo, solo per fermare i bulli“.

 

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Non hanno tralasciato l’argomento legge marziale in Ucraina. Prima della sua adozione, i media russi hanno dichiarato che il suo scopo era il desiderio di Petro Poroshenko di vincere le elezioni in questo modo per aumentare il suo rating e mantenere il potere con la forza. Allo stesso tempo la legge marziale, secondo i propagandisti, introdurrà solo la censura, neutralizzerà i concorrenti e Poroshenko “diventerà il nuovo führer ucraino”. Va ricordato che le restrizioni che spaventano i giornalisti russi si applicano solo in caso di minaccia alla sicurezza nazionale. La legge effettivamente espande i poteri dell’esercito e delle forze di sicurezza.

Vuole risolvere i problemi del basso consenso elettorale. E per vincere le elezioni è stata presa una decisione così provocatoria, che ha portato all’annuncio dell’intenzione di imporre la legge marziale per 60 giorni. Questo testimonia la decisione di Petro Poroshenko di assicurarsi un altro termine con la forza“, ha commentato l’analista politico Andrei Koshki su RIA Novosti, come fanno anche altri “esperti” russi.

Dopo aver adottato la legge marziale e confermato che le elezioni si svolgeranno sempre il 31 marzo 2019, gli accenti sono stati cambiati, i propagandisti hanno spiegato che “l’Occidente ha ordinato a Kiev” di ridurre il periodo a 30 giorni, ma ciò non significa nulla.

“Per quanto riguarda la legge marziale è chiaro che 30 giorni sono solo i primi 30 giorni. Poi arriva il secondo, il terzo, il quarto periodo. Per quanto Poroshenko avrà bisogno per vedere che il pendolo potrebbe oscillare nella sua direzione e gli elettori ucraini bonari e compiacenti lo voteranno. Certo che tutti questi sono sogni assoluti”, afferma Yevgeny Popov, ospite del programma “60 minuti”.

 

 

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Un’altra narrativa che è stata condivisa dopo l’adozione della legge marziale, è stata un’enfasi nelle regioni dove sarà introdotta. I propagandisti spiegano che queste aree sono state scelte per una ragione, e con lo scopo di “punire le regioni sleali“.

La legge marziale è stata introdotta proprio in quelle regioni del paese in cui l’uso della lingua russa è   più alto, dove c’è la maggior parte di ricerche su Internet relative alla Russia, e dove il rating di Poroshenko era il più basso durante le elezioni precedenti. Quindi Poroshenko fa uscire dal processo elettorale 10 regioni con l’elettorato più sleale” – dice “Komsomolskaya Pravda“. Il sito web “Tsargrad” è andato anche oltre affermando che sono state scelte le regioni “a cui non piaceva Bandera“.

La stessa legge marziale “necessariamente” porta “espropriazione delle proprietà“, “coprifuoco“, “forza di illegalità“, “permetterà di detenere e deportare i cittadini russi“, “ancor più di prima, il regime di ingresso in Ucraina sarà rafforzato“. In realtà, il decreto adottato indica solo le misure necessarie per la mobilitazione rapida di tutte le risorse: “umane, armate e finanziarie“. Petro Poroshenko ha dichiarato a parte che non sono previste “misure relative alla limitazione dei diritti e delle libertà dei cittadini, l’introduzione della censura“, non prevedono di imporre un coprifuoco, così come la confisca delle proprietà. La legge marziale non inciderà sul passaggio di frontiera per gli ucraini, ma potrebbero essere imposte delle restrizioni a determinate categorie di russi. La legge marziale non influisce neanche sul regime senza visti.