Fake: Gli Stati Uniti destabilizzano la situazione nella regione del Mar Nero

RT.com ripropone ancora una volta l’immagine degli Stati Uniti come il nemico numero uno, nemico starebbe destabilizzando la situazione nel mondo, e nello specifico nella regione del Mar Nero. Contestaulmente si sostiene che la Russia, ovviamente, è interessata a garantire il benessere della regione. Un rapporto del centro di ricerca RAND afferma in realtà che la Russia sta effettivamente destabilizzando la regione, avendo utilizzato la forza militare contro altri paesi della regione per quattro volte dal 2008 ad oggi, e anche “utilizza informazioni, economia, energia e altri strumenti per far avanzare i suoi obiettivi di trasformazione del Mar Nero, così come del Mar d’Azov, in vie navigabili interne virtuali. ”

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Nell’articolo di RT, i cosiddetti esperti commentano che con il loro rapporto il Centro RAND sta cercando di dimostrare ai paesi della regione del Mar Nero che “sono il territorio in cui la Russia sta conducendo una guerra ibrida o una strategia adattiva”.

Esperti russi sostengono che tutto è effettivamente al contrario – “nell’interesse della Russia – per garantire stabilità e prosperità nella regione del Mar Nero”, mentre “le azioni degli Stati Uniti e della NATO sono di natura provocatoria per la regione del Mar Nero e per le relazioni con la Russia”.

videata rand.org

 

L’organizzazione di ricerca RAND ha pubblicato il rapporto “Russia, NATO e la strategia di sicurezza della regione del Mar Nero”, in cui vengono analizzati gli strumenti di influenza della Russia nella regione, gli sviluppi militari, la strategia della Russia e formula raccomandazioni sulle quali potrebbe poggiarsi una strategia per proteggere gli interessi dei paesi della regione del Mar Nero minacciati.

Una delle conclusioni principali è che la Russia ha stabilito come obiettivo il ripristino della sua influenza e il controllo in questa regione.

“La regione è sopravvissuta a due decenni di accesi conflitti prima che Mosca annettesse illegalmente la Crimea nel 2014 e la Russia ha utilizzato la forza militare contro altri paesi della regione quattro volte dal 2008”, afferma il rapporto.

Tra le raccomandazioni vi sono gli sforzi integrati di comunicazione strategica, gli sforzi per contrastare le minacce cibernetiche e ibride, un sistema di deterrenza militare affidabile e sostenibile mediante l’impiego di sistemi avanzati di difesa aerea e di difesa costiera in Romania e Bulgaria per contrastare l’efficacia delle minacce missilistiche offensive russe attraverso il Mar Nero e la promozione della cooperazione regionale .