Le immagini diffuse in rete sono state generate tramite l’intelligenza artificiale.

Sullo sfondo dei bombardamenti russi su Kiev nella notte tra il 14 e il 15 giugno, nel corso dei quali è stata colpita, tra l’altro, la Lavra di Kiev-Pechersk, i propagandisti hanno iniziato a diffondere una teoria complottista: secondo cui, nonostante in Ucraina sia vietato fotografare gli attacchi aerei, il momento in cui il luogo sacro è stato colpito sarebbe stato immortalato da fotografi dotati di attrezzatura professionale. A riprova di ciò, i russi presentano immagini di questi presunti fotografi all’opera. Secondo loro, ciò dimostra che l’attacco alla Lavra di Kiev-Pechersk sia stato pianificato dal governo ucraino per «ricattare» l’Occidente e screditare l’esercito russo. Il Cremlino continua a sostenere di sferrare esclusivamente attacchi di alta precisione contro obiettivi militari.

Screenshot — Telegram

In realtà, però, le immagini che ritraggono dei fotografi mentre presumibilmente documentano l’irruzione nella Lavra di Kiev-Pechersk sono state generate tramite l’intelligenza artificiale. StopFake è riuscito a stabilirlo grazie alla tecnologia SynthID: si tratta di filigrane invisibili che le piattaforme per la generazione di immagini tramite reti neurali incorporano automaticamente nei contenuti multimediali creati, in modo che possano essere riconosciuti. Caricando le foto nel database di OpenAI, abbiamo scoperto che le immagini erano state generate utilizzando strumenti quali ChatGPT, l’API di OpenAI o Codex.

Dopo il bombardamento della Lavra di Kiev-Pechersk, il portavoce delle Forze Aeree, il colonnello Yuri Ignat, ha sottolineato che non è opportuno diffondere sui social network le foto dei danni causati dai colpi, anche perché i propagandisti utilizzano attivamente tali contenuti per diffondere disinformazione, in particolare la narrativa secondo cui gli ucraini si starebbero «bombardando da soli». Ricordiamo che è vietato filmare e diffondere lo svolgimento e le conseguenze dei bombardamenti nemici, così come l’operato della difesa aerea, anche nelle chat private e nei canali di Telegram. Allo stesso tempo, le foto o i video realizzati per il proprio archivio personale e non resi pubblici non violano la legge: tuttavia, gli avvocati avvertono che, in tal caso, le forze dell’ordine hanno il diritto di effettuare un controllo per accertarsi che i materiali in questione non siano stati diffusi in rete.

I propagandisti diffondono instancabilmente notizie false secondo cui l’Ucraina si starebbe «bombardando da sola», per giustificare i propri crimini di guerra e rendere più credibile la narrativa degli «attacchi russi di alta precisione contro obiettivi militari». Tali campagne di disinformazione si intensificano particolarmente ogni volta che gli obiettivi dei proiettili russi sono strutture civili. Ad esempio, abbiamo già smentito le notizie secondo cui l’Ucraina avrebbe deliberatamente fatto saltare in aria obiettivi civili per accusare la Russia di attacchi missilistici, nonché quelle secondo cui le Forze Armate dell’Ucraina avrebbero «bombardato Olenivka con i sistemi HIMARS su ordine di Zelensky» e che un missile ucraino avrebbe colpito l’ospedale pediatrico «Okhmatdet» a Kiev.