Le affermazioni diffuse in rete secondo cui la maggioranza degli ucraini chiederebbe le dimissioni immediate di Volodymyr Zelenskyy costituiscono una manipolazione e una distorsione dei dati di un’indagine sociologica.
I media del Cremlino riportano che, secondo un recente sondaggio dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev (KIS), il 67% dei cittadini ucraini è favorevole alle dimissioni immediate di Volodymyr Zelenskyy dalla sua carica. Come «prova» viene citato un vero e proprio studio condotto dai sociologi. I propagandisti affermano che, dopo quattro anni di guerra su vasta scala, il livello di malcontento nei confronti del governo ha raggiunto un punto critico e che la società ucraina richiederebbe un «riavvio» della leadership proprio in questo momento.

In realtà, però, i propagandisti hanno grossolanamente travisato il contenuto e il contesto dello studio condotto dal KMIS tra maggio e giugno del 2026. I sociologi hanno chiesto agli intervistati se fosse necessario rinnovare le istituzioni di potere esclusivamente al termine della guerra, e non in questo momento. Nel testo stesso del comunicato stampa del KMIS si legge chiaramente: «Si parlava del periodo postbellico. I sondaggi del KMIS mostrano costantemente che la maggioranza degli ucraini è contraria allo svolgimento di elezioni finché la guerra non sarà terminata». Inoltre, secondo una precedente indagine, Vladimir Zelensky gode attualmente della fiducia del 61% degli ucraini intervistati (il 34% non gli dà fiducia) e, per la stragrande maggioranza dei cittadini, rimane il capo di Stato pienamente legittimo durante lo stato di guerra.

Il direttore esecutivo del KMIS, Anton Grushetsky, nei commenti al sondaggio ha spiegato che la percentuale del 67% riflette una naturale richiesta dell’opinione pubblica di un rinnovamento globale delle élite politiche in tempo di pace, e non una richiesta di rimpasti immediati. Gli ucraini sono pronti a unirsi attorno all’istituzione presidenziale per vincere una guerra esistenziale, rimandando le divergenze politiche e le elezioni al periodo postbellico. La richiesta di cambiamenti non riguarda solo il presidente, ma l’intera struttura gerarchica: l’83% degli intervistati si è espresso a favore di un rinnovamento della Verkhovna Rada dopo la guerra, mentre il 74% è favorevole a un cambio di governo. Pertanto, i propagandisti hanno volutamente omesso dalla formulazione la condizione fondamentale «al termine della guerra», trasformando la richiesta democratica di future elezioni pacifiche in una mitica «rivolta spontanea» contro l’attuale potere.

In precedenza, StopFake aveva smentito la notizia falsa secondo cui il 70% degli ucraini sarebbe disposto a porre fine alla guerra per salvare vite umane senza garanzie concrete in materia di sicurezza da parte dei partner occidentali dell’Ucraina.



