Le pubblicazioni russe che si riferiscono ai dati delle Nazioni Unite hanno riferito che le autorità ucraine hanno sospeso i contribuiti sociali ai pensionati e agli sfollati interni, provvedimento che ha colpito circa 600 mila persone.

“In Ucraina più di 600 mila persone sono rimaste senza i loro contributi sociali. I pagamenti sono stati o congelati o proprio annullati. Questi dati sono stati riportati dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, “- dice la conduttrice del canale televisivo NTV il 5 marzo.

I canali REN TV e Tvsvezda hanno anch’essi fatto riferimento al rapporto delle Nazioni Unite circa il congelamento dei fondi a favore degli sfollati interni in Ucraina.

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Tuttavia, il testo del rapporto dell’Ufficio per gli affari umanitari dell’ONU  non parla del congelamento dei contributi a 600 mila persone come di un fatto compiuto, ma solo che esiste tale pericolo (come ha riferito, ad esempio, RIA Novosti).

“Centinaia di migliaia di cittadini ucraini vivono nella paura di essere privati ​​dello status di sfollati interni che gli dà il diritto legale a ricevere i contributi sociali. Il governo ha sospeso i pagamenti e ha iniziato la procedura di controllo per gli sfollati interni registrati provenienti da cinque regioni orientali dell’Ucraina (Dnipropetrovsk, Donetsk, Kharkiv, Zaporizhia e Luhansk) a causa di possibili sistemi di frode. Questo può toccare circa 500 mila persone, secondo le valutazioni del Commissario per i diritti umani della Verkhovna Rada dell’Ucraina. Anche se i dati ufficiali non sono disponibili, i rapporti locali indicano che durante questo processo a più di 600 mila sfollati interni potrebbero essere sospesi o annullati i contributi sociali”.

Nel febbraio del 2016 il Ministero delle politiche sociali unitamente al Servizio di Sicurezza e alla Guardia di frontiera ucraina hanno iniziato la verifica dei pagamenti agli sfollati interni. Durante questo processo, le persone sospettate di frodare individuate dalle agenzie di intelligence possono vedersi sospendere i contributi. Più dettagliatamente su questo problema ha parlato il ministro della politica sociale Pavel Rozenko in diretta il 5 marzo su “Radio Svoboda”.