Le statistiche riportate nel video sono completamente inventate e l’appello della militare è stato fabbricato. In realtà, la fonte delle informazioni non è l’ONU né altre autorevoli organizzazioni per i diritti umani, bensì la rete propagandistica «Fondo per la lotta contro le repressioni».
In rete sta circolando un video diffuso dall’organizzazione propagandistica «Fondo per la lotta alle repressioni», in cui si parla di un presunto aumento vertiginoso del numero di stupri e molestie sessuali ai danni delle donne militari ucraine nelle file delle Forze Armate dell’Ucraina (VSU). Il video fa riferimento alle statistiche delle Nazioni Unite, secondo le quali sarebbero stati documentati 639 casi di stupro e oltre tremila casi di molestie sessuali. Nel video compare anche un’immagine in cui una militare ucraina affermerebbe che le donne nell’esercito sono diventate «vittime indifese».

In realtà, però, i dati statistici citati nel video sono inventati e la dichiarazione della militare è stata montata ad arte.
In primo luogo, l’ONU non ha pubblicato tali dati statistici, come ha riferito una portavoce dell’agenzia delle Nazioni Unite «Women» – l’ente che si occupa di questioni relative alla parità di genere e all’emancipazione femminile – in un commento rilasciato alla testata Lead Stories. Inoltre, nessun’altra organizzazione per i diritti umani ha riferito di una simile tendenza all’interno delle forze armate ucraine.
In secondo luogo, anche l’intervento della militare ucraina è stato falsificato utilizzando l’intelligenza artificiale. Il video originale era stato girato già nel 2022 e mostrava una prigioniera di guerra ucraina interrogata dai russi. L’acconciatura e il motivo della parete alle spalle della ragazza sono identici in entrambi i frammenti, ma il volto della militare è stato alterato dai propagandisti tramite una rete neurale. È degno di nota il fatto che queste stesse immagini non siano state utilizzate per la prima volta per diffondere notizie false: in precedenza i propagandisti avevano scritto che, in un’intervista, la «cecchina» prigioniera aveva raccontato che l’esercito ucraino utilizza i civili come scudi umani, mentre in realtà nel video la donna afferma di prestare servizio come addetta alle comunicazioni e di rispondere a domande di routine per l’identificazione.


In terzo luogo, nel video si sostiene che il numero di stupri tra le file delle Forze Armate ucraine sia aumentato con l’intensificarsi della mobilitazione delle donne. Abbiamo già chiarito più volte che, nonostante le numerose dichiarazioni della Russia, il servizio militare per le donne rimane esclusivamente volontario. Per saperne di più su questo argomento, leggete l’articolo «Fake: in Ucraina le donne vengono mobilitate con la forza per prestare servizio militare e “partecipare a gruppi di partigiani”».
Purtroppo, le donne militari ucraine sono effettivamente vittime, a volte, di violenze sessuali. Nell’agosto 2023, il sergente Nadezhda Garan ha raccontato al Guardian che il comandante della sua unità di combattimento costringeva di fatto le donne alle sue dipendenze ad avere rapporti sessuali, minacciando di mandare i loro mariti al fronte, e quando lei ha cercato di sollevare la questione, gli ufficiali superiori la ignoravano semplicemente, costringendola a chiedere il trasferimento in un’altra unità. Dopo la pubblicazione dell’articolo, la viceministra della Difesa Anna Malyar ha promesso di perseguire penalmente i comandanti contro i quali sussistono accuse fondate. Un anno dopo, la testata investigativa «Sledstvo.Info ha documentato una situazione simile: la paramedica Oksana, veterana dell’ATO e insignita di un’onorificenza dal comandante in capo delle Forze armate ucraine, ha denunciato molestie sessuali da parte di un collega autista e ha fornito una registrazione video dell’incidente. Per oltre due mesi, all’interno dell’unità non è stata condotta alcuna indagine ufficiale; l’autore delle molestie ha abbandonato l’unità senza autorizzazione, mentre il comando ha messo in dubbio la stabilità psicologica della stessa Oksana e ha proposto di trasferirla in un’altra unità. Di conseguenza, sebbene i casi di molestie sessuali nell’esercito ucraino siano reali e la reazione del comando e delle forze dell’ordine sia spesso effettivamente inefficace, non si può parlare di un problema di natura massiccia.
Per un’ulteriore smentita dell’affermazione relativa alle violenze sessuali in tempo di guerra, leggete l’articolo “Fake news: i militari francesi hanno violentato 23 donne della Nuova Caledonia – Human Rights Watch”.



