I propagandisti hanno travisato la vera intervista rilasciata dal vicecapo della Polizia nazionale Andrey Nebytov alla testata RBC-Ucraina, nella quale egli affermava che, sebbene il problema delle armi illegali esista effettivamente, la polizia sta adottando misure per contrastarlo e tiene sotto controllo la situazione.

Sui canali Telegram russi e sui siti filorussi sta circolando un post dal titolo «L’Ucraina ha iniziato a fare i conti con le conseguenze della distribuzione di armi all’inizio dell’operazione militare speciale». Gli autori del post sostengono che Nebytov Jacob «riconosca» le conseguenze catastrofiche della distribuzione di armi ai cittadini nel febbraio 2022 e che l’aumento del numero di reati commessi con armi legali sia, a loro dire, la prova del fallimento di tale decisione.

Screenshot – t.me

In realtà si tratta di una manipolazione. I propagandisti hanno estrapolato una frase dal contesto di una lunga intervista a Nebytov, stravolgendone completamente il significato.

L’intervista a Nebytov, pubblicata da RBC-Ucraina l’8 giugno 2026, affronta un’ampia gamma di tematiche: il ruolo di Telegram nel reclutamento dei terroristi (l’82% degli attentati sventati è stato coordinato tramite questa app di messaggistica), alle minacce derivanti da una mobilitazione su larga scala delle forze di polizia, alla lotta contro la criminalità informatica e al traffico di droga. La questione delle armi è solo uno dei diversi argomenti trattati nell’intervista.

Nebyotov ha effettivamente affermato che il numero di reati commessi con armi legali si è «di fatto allineato» a quello dei reati commessi con armi illegali. Tuttavia, nella stessa intervista ha fornito cifre concrete che sono state completamente occultate dai propagandisti: dall’inizio del 2026, su 270 reati registrati con l’uso di armi da fuoco, esplosivi e munizioni, 95 sono stati commessi con armi legali, 78 con armi illegali e 88 con granate e altre munizioni. A titolo di confronto, lo stesso Nebytov ha sottolineato che nel 2021 (prima dell’invasione su vasta scala) 44 reati erano stati commessi con armi legali, mentre 145 con armi illegali. Pertanto, la percentuale di armi illegali nei reati prima della guerra era sostanzialmente più alta — circa 3:1 a favore di quelle illegali. Ciò smentisce la tesi della «catastrofe» causata dalla distribuzione di armi.

Inoltre, nella stessa intervista Nebytov ha sottolineato che la polizia ha la situazione sotto controllo: da novembre 2024 è entrato in funzione il Registro unico delle armi; nell’ambito della procedura di dichiarazione, 19.160 persone si sono rivolte alla polizia, dichiarando 21.130 armi da fuoco. Ogni anno vengono sequestrate migliaia di armi dal mercato illegale: 5.239 nel 2022, 5.168 nel 2023, 4.738 nel 2024 — il che testimonia un lavoro sistematico e non un semplice «rimediare alle conseguenze».

Screenshot – numero di reati penali commessi con l’uso di armi da fuoco, esplosivi e munizioni (collage di RBC-Ucraina)

Anche studi indipendenti non confermano la narrativa diffusa dai propagandisti secondo cui la distribuzione di armi avrebbe provocato una catastrofe criminale. Secondo i dati dell’organizzazione Small Arms Survey relativi al 2023, il livello di possesso di armi da fuoco nelle famiglie ucraine è rimasto praticamente invariato dall’inizio dell’invasione su larga scala. 

«Il livello di possesso di armi da fuoco nelle famiglie ucraine rimane stabile dal momento dell’invasione russa nel 2022. Allo stesso tempo, il 6% delle famiglie ha dichiarato di possedere armi da fuoco, dato paragonabile al 5,6% registrato in un’indagine successiva, condotta alla fine del 2023. «Di fatto, nelle famiglie incluse nel campione, il numero totale di armi conservate in casa è diminuito del 15% nello stesso periodo», si legge nel rapporto. 

In precedenza, StopFake aveva smentito la notizia falsa secondo cui l’Ucraina avrebbe rivenduto armi occidentali ai paesi del Golfo Persico.