Il video è un falso: la testata non ha pubblicato alcun materiale del genere, la voce del presentatore è stata generata dall’intelligenza artificiale e il falso stesso fa parte di una campagna coordinata di disinformazione del Cremlino alla vigilia delle elezioni parlamentari in Armenia del 7 giugno.
Sul social network X (Twitter) sta circolando un video in formato Reels, presentato come un contenuto della testata Middle East Eye. Nel filmato si sostiene che il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyy intenda collocare impianti per la produzione di droni e piattaforme di lancio sul territorio dell’Armenia. Secondo il video, l’accordo tra il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e Zelenskyy sarebbe stato firmato durante il vertice UE-Armenia all’inizio di maggio, mentre i droni sarebbero destinati, a quanto pare, a colpire obiettivi di produzione militare in Iran.

In realtà il video è un montaggio. Middle East Eye non lo ha pubblicato su nessuno dei suoi account ufficiali sui social media. Anche una ricerca per parole chiave sul sito della testata non fornisce alcun risultato relativo a una notizia del genere. Nessun altro media autorevole, né internazionale né regionale, ha riportato la notizia della firma di un accordo simile tra l’Ucraina e l’Armenia.
Anche le caratteristiche formali del video ne indicano la natura fittizia. I contenuti video originali di Middle East Eye di questo formato sono solitamente accompagnati dalla voce fuori campo di un giornalista, il cui nome è indicato nei titoli di coda, e non di rado il giornalista stesso è presente nell’inquadratura e racconta la storia direttamente alla telecamera. Nella versione contraffatta mancano questi elementi: non c’è la voce del narratore generata dall’intelligenza artificiale e non è indicata la paternità del contenuto. Inoltre, nei materiali autentici della testata, tutti i video e le foto utilizzati sono obbligatoriamente accompagnati da didascalie che indicano l’autore e la fonte — cosa che manca nel video diffuso.
La diffusione di questa notizia falsa non è casuale: rientra infatti in una vasta campagna informativa volta a influenzare le elezioni tenutesi in Armenia il 7 giugno 2026. Secondo quanto riportato dalle testate The Insider e «Agenzia», il Cremlino ha messo in campo almeno tre reti coordinate di disinformazione per influenzare gli elettori armeni. La rete «Matryoshka», legata alle strutture statali russe, a partire da marzo 2026 ha pubblicato oltre 343 video falsi sull’Armenia e sul primo ministro Nikol Pashinyan — per portata, la campagna ha superato l’attacco informativo che aveva preceduto le elezioni in Moldavia. La rete Storm-1516, legata al Fondo per la lotta alle repressioni di Prigozhin, ha diffuso materiale inventato spacciandolo per pubblicazioni di media autorevoli – in particolare, una notizia falsa sugli immobili di Pashinyan a Marsiglia e un video in cui gli veniva attribuita l’infezione da HIV. L’Agenzia per la Progettazione Sociale (ASP) – principale appaltatore del Cremlino nella produzione di disinformazione dopo lo scioglimento della «fabbrica dei troll» di Prigozhin – ha lanciato il pseudo-media «Erevan First» e una rete di siti web falsi con tecniche di black SEO per promuovere narrazioni filorussie nello spazio informativo armeno. Tutte e tre le reti promuovono una narrativa comune: dipingere l’Armenia sotto Pashinyan come la «prossima Ucraina» — un paese che il leader filo-occidentale sta conducendo verso la guerra con la Russia e verso la catastrofe. Questa narrativa è stata ribadita dallo stesso Putin durante la conferenza stampa del 9 maggio, quando ha paragonato la situazione in Armenia a quella dell’Ucraina e ha accennato a possibili «conseguenze» da parte della Federazione Russa, qualora Yerevan dovesse proseguire il proprio avvicinamento all’UE. È significativo che i video «Matrioska» sulla «guerra di Pashinyan contro la Russia» siano apparsi almeno due mesi prima di questa dichiarazione di Putin — il che testimonia la natura coordinata della campagna, in cui le dichiarazioni pubbliche del Cremlino e le reti di disinformazione agiscono come un unico meccanismo.
StopFake ha già smentito alcune notizie false relative all’Armenia. In precedenza, la redazione aveva già smascherato alcune notizie false su questo argomento – in particolare «Notizia falsa: l’Armenia riprende i voli verso la Crimea» e «Notizia falsa: Il primo ministro armeno ha menzionato le “radici armene della Crimea” e ha minacciato di annettere la penisola».



