I tamponi “donati” dalla Russia sono affidabili?

Nel pieno della polemica tra Governo russo e stampa italiana si inserisce un nuovo capitolo che in qualche modo è ancora più preoccupante di quelli già svelati da inchieste giornalistiche.

In questi giorni abbiamo scoperto che la Russia ha inviato i quindici aerei di “aiuti” su espressa richiesta del Primo Ministro italiano Giuseppe Conte, decisione presa a quanto pare, senza consultarsi con il ministero degli esteri e della difesa.

Abbiamo scoperto che le spese per il trasporto sono state pagate dallo Stato italiano che ha finanziato la parata propagandistica della Russia pagando i voli per quindici aerei quando ne erano sufficienti due.

Siamo ancora in attesa di conoscere cosa esattamente trasportavano perché il Governo italiano ha disposto che questa missione debba essere coperta da “segreto militare”, cosa abbastanza strana in quanto trattasi di missione umanitaria e non risulta che le missioni di altri paesi che ci hanno portato aiuti di vario genere abbiano avuto lo stesso trattamento.

Ma è su un punto in particolare sul quale bisognerebbe esigere una risposta precisa, perché questo punto riguarda direttamente la salute degli italiani. Gli italiani devono sapere con certezza quali “aiuti” e in che numero sono arrivati in Italia.

La Russia ci ha comunicato di averci inviato 100.000 tamponi per essere utilizzati negli ospedali lombardi. Bene, negli ultimi giorni in Russia è emerso che i tamponi a disposizione del Governo sono praticamente inutili se non dannosi in quanto per niente affidabili. Tali informazioni non provengono da blogger o siti di disinformazione ma direttamente dalla voce dei dottori dei maggiori ospedali russi.

Anche il Presidente della Bielorussia, Lukashenko, in una recente intervista ha affermato che il suo paese non utilizzerà più i “tamponi russi” in quanto NON AFFIDABILI

Come rivela la Reuters la società di Stato Rospotrebnadzor, che ha fornito i tamponi all’Italia, ha dato mandato a società e laboratori privati di sviluppare nuovi test. 

Questi test, che possono essere eseguiti a pagamento nelle cliniche private ad un prezzo variabile tra i quindici e i quarantacinque dollari, stanno rivelando che il dato fornito dai test governativi di 0,1% di popolazione affetta sono ben lontani dalla realtà dimostrata dai loro test. Secondo i laboratori privati che hanno già eseguito migliaia di test a Mosca, la percentuale di persone positive si attesterebbe intorno al 5%.

Il problema dei tamponi “farlocchi” è noto ed è una bomba sociale da non prendere sotto gamba. Chi si sottopone al test e risulta negativo si sente più sicuro e pensa di non poter infettare altre persone. Un falso negativo può facilmente trasformarsi in una specie di hotspot dell’epidemia.

E’ chiedere tanto al Governo italiano di rendere pubblico il tipo di tampone “donato” dalla Russia all’Italia ed eventualmente escludere che si tratti proprio di quei tamponi governativi che persino la Bielorussia rifiuta?

E’ possibile tranquillizzare gli italiani con un semplice comunicato del Governo ove si dice “I tamponi russi utilizzati in Italia sono del tipo B che a differenza del tipo A hanno una maggiore affidabilità” ?

Se, come sembra, i tamponi russi hanno una affidabilità del 65%, è facile dedurre che in Italia ci potrebbero essere 35.000 falsi negativi che circolano liberamente in Lombardia. Una nota chiarificatrice tranquillizzerebbe tutti quanti.