La Russia e la guerra ibrida, cosa fare? Ultimo appello ?

Da più parti in questi giorni si stanno chiedendo se la china che sembra aver preso il nostro paese è definitiva o se si può ancora intervenire per modificare una rotta che si sta rivelando perlomeno preoccupante. Come ho già risposto ad amici forse è troppo tardi e comunque il tentativo di modificare gli eventi potrebbe essere intrapreso solo a patto che gli attori principali dell’opposizione siano pienamente consci della situazione ed abbiano ben chiaro quale è l’obiettivo finale di alcune forze politiche italiane che collaborano con la Russia di Putin.

Esiste un filo conduttore che noi di Stopfake abbiamo sempre seguito, studiato e purtroppo verificato il suo svilupparsi negli anni. Si tratta di un percorso lineare che procede apparentemente senza intoppi e che purtroppo vede contrapporsi una opposizione scettica e frammentata, un opposizione che propone ricette differenti e in molti casi addirittura autolesionistiche (vedi la decisione di far rientrare la Russia all’interno di #PACE).

Proviamo a ripercorrere le varie fasi comparandole con quanto avevamo previsto.

La disinformazione russa è un’arma all’interno della guerra ibrida che la Russia ha lanciato contro l’Europa.

Questa prima affermazione è stata (purtroppo) verificata e palesatasi negli ultimi tre anni. Le elezioni in USA, la Brexit, le elezioni nei paesi europei. Montagne di evidenze (anche giuridiche) delle interferenze russe sui nostri sistemi democratici, sull’uso di outlet internazionali per diffondere disinformazione, sull’uso massiccio delle botnet e delle fabbriche di troll. Un enorme sforzo per condizionare il “sentiment” popolare e creare delle suggestioni e narrative populiste.
Tale pericolo era stato evidenziato dagli inizi del 2015, ma la maggior parte di coloro che avevano responsabilità politiche, bollavano tali tesi come “russofobia“, non credevano cioè che la disinformazione avrebbe potuto produrre il mostro che oggi è sotto gli occhi di tutti noi. Così i vari team della comunicazione gialloverde hanno potuto collaborare attivamente con i membri della GRU e tramite il loro supporto e la loro rete “logistico informativa”, hanno iniziato a “picconare” le nostre democrazie creando le narrative populiste che attecchiscono su una popolazione fiaccata dalla lunga crisi economica. In Italia, in particolare, ha avuto successo la narrativa sui migranti mista al pericolo ISIS (a proposito vi siete accorti che tale pericolo viene utilizzato in modalità random quando interessa spaventare la popolazione?) oppure l’Europa maligna.
Altra narrativa che ha funzionato molto bene è stata “prima gli italiani”, “prima gli americani” etc. senza che nessuno si sia mai soffermato sul fatto che se c’è qualcuno in prima posizione per forza di cose ci dovrà essere un secondo, un terzo e così via. Non sarebbe compatibile in una Europa che torna agli stati nazionali un prima gli italiani insieme a prima i francesi o ai tedeschi, anzi è stata proprio l’istituzione europea che in qualche modo è riuscita in questi anni a far stare sul podio dei “primi” tutti gli stati.

Perchè la Russia avrebbe lanciato una guerra contro l’Europa?

La Russia negli ultimi venti anni, sotto l’amministrazione Putin, ha conosciuto dapprima una forte crescita economica dovuta ad un liberismo sfrenato in stile gangster, e grazie al business del petrolio e del gas (era a prezzi quasi doppi rispetto oggi) ha fruttato utili fantasmagorici a personaggi di dubbia morale senza che essi dovessero far nulla. La Russia degli oligarchi si arricchiva senza aver avuto alcun merito, senza aver costruito un tessuto produttivo e manifatturiero che le avrebbe permesso di compensare le perdite quando sarebbe arrivato il giorno in cui il prezzo del petrolio crollava. Il prezzo del petrolio è oggi la metà di quanto era nel periodo d’oro, i ricavi si sono dimezzati e la povertà in Russia aumenta al tasso di 500.000 nuovi poveri l’anno (quest’anno hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 21 milioni). A tal proposito va sottolineato che la soglia di povertà in Russia non è quella europea, essere poveri in Russia significa morire di fame. Per prevenire sommosse civili e proteste hanno ampliato i poteri della polizia e creato dei Corpi ad hoc per reprimere il dissenso. Parallelamente martellano la popolazione con sentimenti nazionalistici e di ritorno all’Impero rispolverando il Russkji Mir.
La Russia non potendo competere con colossi come gli USA, la Cina o l’Europa (il suo PIL è uguale a quello italiano ma con un 5,6% di spese militari contro il nostro 0,8, 160 milioni di abitanti contro i nostri 60 ed un’estensione territoriale 50 volte l’Italia) ed essendo un paese che da quest’anno entrerà in recessione, necessita uno shock internazionale che le permetta di livellare la diseguaglianza e ritornare ad essere competitiva laddove lo è, ovvero nel settore militare. Per ottenere questo shock ha investito pesantemente nella destabilizzazione delle altre nazioni più potenti al fine di creare caos ovunque. La Russia è in guerra con l’Europa.

La Russia aiuta i movimenti di estrema destra

Non è del tutto vero tale affermazione, se apparentemente la Russia finanzia partiti ed associazioni di estrema destra è anche vero che il loro obiettivo non è quello di riportare il fascismo in Europa. Il loro obiettivo è semplicemente quello di creare caos e pertanto se in uno stato gli elementi utili appartengono alla sinistra, appoggeranno questi senza alcun limite ideologico. Il loro fine ultimo è creare destabilizzazione, non importa se si tratta di terrorismo nero o rosso. In tale ottica si deve contestualizzare la presenza di migliaia di mercenari europei che hanno (e tuttora) combattono nel Donbas a fianco delle truppe regolari russe e dei separatisti ucraini. Il Donbas è stato un grande campo di addestramento e questi personaggi una volta rientrati in patria svolgono un ruolo di “cellule dormienti“, rimanendo in contatto con la casa madre tramite un complesso reticolo di associazioni o frequentando le palestre di combattimento spuntate come i funghi negli ultimi anni in Europa.

La situazione italiana è irreversibile?

Sicuramente compromessa, irreversibile lo diranno i prossimi anni. L’Italia è stato un perfetto laboratorio per replicare quanto testato in Ucraina. Un uso massiccio di disinformazione e di manipolazione della società ha permesso alle narrative di sostituire la realtà. Anche l’operazione di dividere gli italiani in “camere dell’eco” architettata dal team di Morisi e ereditata dalla GRU russa, ha funzionato perfettamente con la complicità della cosiddetta “opposizione“. E’ evidente che l’uso di slogan fascisti, provocazioni social di Salvini come “zingaraccia” o le performance del nostro vice premier al Papete, hanno il solo obiettivo di alzare il volume dello scontro sociale, suddividere tra “chi è con me o contro di me” e fare in modo che i due gruppi si insultino quotidianamente creando una frattura insanabile tra i due elettorati. Questo è lo scenario perfetto per arrivare al caos magari passando da una violenza social ad una violenza vera nelle strade.
Troppi gli errori commessi da chi si oppone all’attuale deriva, innanzitutto il più grave non aver compreso quanto stava accadendo e quale era l’obiettivo. Un esempio è anche il voto favorevole del Partito Democratico al Consiglio Europeo nell’ambito di PACE, una organizzazione che tra l’altro si occupa di diritti umani. Fassino, che ha votato a favore aveva dichiarato “permettere ai russi di tornare è la sola soluzione perché solo cosi si può incidere sul governo di Mosca”. Infatti in questi giorni abbiamo visto come a Mosca sono stati trattati i dissidenti con migliaia di arresti e violenze da parte della Polizia.
Non comprendere che Putin è un maschio ALFA e come tale va trattato è forse la maggior debolezza dimostrata da tutte le forze pro europee. Putin ogni volta testa sin dove si può spingere e non trovando dall’altra parte alcuna resistenza alza ogni volta la posta. In Italia è lo stesso schema, si alza ogni giorno l’asticella verso un sistema meno democratico e poi si analizzano le reazioni. Ad oggi questa tattica ha permesso alla Lega di avvicinarsi al 40%.

E’ probabile che tale clima di scontro verrà portato a livelli ancora più elevati e quando avverranno episodi di violenza gravi sarà il momento di proporre le “leggi speciali”.

Altro elemento su cui si dovrebbe riflettere è che gli italiani, piaccia o no, sostengono Salvini che ha avuto il merito di scavalcare a destra il Movimento 5 Stelle il quale voleva fare le stesse cose. La Russia ha puntato su due cavalli ben sapendo che uno dei due avrebbe vinto.
Per decenni gran parte della popolazione ha dovuto sorbirsi in TV sedicenti filosofi che pontificavano dalle loro torri di avorio. Dicevano cose assolutamente condivisibili ma non rispondenti alle necessità basiche della gente, un po’ come «Se non hanno più pane, che mangino brioche» . Tutto questo magma ha iniziato a ribollire e quando ha avuto un’appiglio politico lo ha seguito senza se e senza ma. Il governo gialloverde ha sdoganato i sentimenti più bassi della società, una specie di rivincita della classe medio bassa che finalmente può scendere in strada e urlare che odia gli zingari. Non si tratta di razzismo, ma chi non potendosi permettere una villa ai Parioli con porta blindata e antifurto collegato alla Questura e si ritrovava la casa svaligiata da ragazzini del campo nomadi vicino, ha potuto finalmente riversare la sua rabbia senza doversi vergognare, quella rabbia è diventata istituzionale. L’errore enorme dei progressisti in Italia è stato non avvertire negli ultimi venti anni che un fiume sotterraneo fatto di frustrazione, rabbia e impotenza si stava ingrossando. Quante volte abbiamo sentito schernire gli uomini delle forze dell’ordine da parte di una certa sinistra? Anche in questo Salvini ha mutuato l’esperienza russa, con un supporto incondizionato agli uomini in divisa i quali, va ricordato, sono gli unici deputati all’utilizzo della violenza legalmente e che probabilmente saranno i pretoriani del potere quando questo sarà minacciato dal caos.

Russiagate alla matriciana

Già nel 2015 era emerso che si stava creando una rete logistica in Italia di supporto alla Federazione russa. Erano infatti nate diverse associazioni che avevano come comune denominatore la loro ragione sociale, Lombardia-Russia, Piemonte-Russia, Veneto-Russia etc. Dal monitoraggio delle loro attività e dalla qualità dei loro quadri dirigenti emergeva che poco avevano a che fare con l’aspetto economico/culturale ma si trattava di strutture che esercitavano una piena azione politica di supporto al Russkji Mir.
Tali segnalazioni furono ovviamente recepite come “russofobia” e nessuno si preoccupò delle loro attività. Arrivati all’estate 2019 si scopre la pistola fumante e tutti con grande sorpresa si accorgono che la Lega e la Russia collaborano in maniera coordinata in ottica anti europea.
Chi conosce i paesi dell’Est sa perfettamente che se qualche associazione deve essere finanziata questo non avverrà in “chiaro” con regolari bonifici, neanche in grigio ma totalmente in nero grazie a spalloni, che spesso con il passaporto diplomatico, trasportano valigette piene di euro o dollari. Dice il vero Salvini quando sostiene che gli inquirenti del Russiagate non troveranno alcuna traccia e nemmeno rubli. Resta il fatto che in qualsiasi altra epoca uno scandalo di siffatte proporzioni avrebbe provocato un’ondata di indignazione tale da far cadere qualsiasi esecutivo, mentre in Italia tutto sembra normale.

L’Hotel Metropol è stato un evidente “kompromat” organizzato dalla FSB russa con il chiaro intento di mandare un messaggio a Salvini : “è ora che passi dalle parole ai fatti, noi ti abbiamo messo li e noi ti possiamo far cadere quando vogliamo”. La Russia è seccata dal fatto che nonostante le dichiarazioni di amore del vice premier italiano, il suo governo ha votato per ben due volte il rinnovo delle sanzioni alla Russia. Pertanto o Salvini cambia registro o usciranno altri kompromat, sempre più pesanti.

Quanto tempo ancora?

Ne è rimasto veramente poco, purtroppo il timing non è legato agli avvenimenti italiani o europei ma alla crisi russa. Putin è in drammatico calo di consensi, ha una situazione interna in evoluzione, cresce la richiesta da parte dei giovani di democrazia e deve affrontare l’approssimarsi di una recessione che potrebbe mettere definitivamente in ginocchio la Federazione russa. In tale situazione, senza mezzi per affrontarla (l’economia russa è totalmente dipendente dal mercato energetico in mano a pochi oligarchi) Putin potrebbe decidere un’accelerazione della guerra ibrida passando a successivi step. Se prima era stata sufficiente l’Ucraina a spaventare l’Europa ora la situazione è completamente mutata. L’Europa ha fatto chiaramente capire che anche in caso di ulteriore escalation del conflitto nel Donbas, non si interesserebbe più di tanto se non formalmente. Alla Russia servirà qualcosa di più diretto, qualcosa che costringa Europa e NATO a non voltarsi dall’altra parte come nel caso di Ucraina e Georgia. In tale scenario ecco che i paesi Baltici e i paesi coinvolti nel passaggio del Nordstream 2 potrebbero diventare il detonatore di una crisi voluta dalla Russia. L’Italia in questo scenario potrebbe giocare un ruolo fondamentale spaccando l’alleanza Atlantica e, se non schierandosi apertamente per la Russia, potrebbe comunque assumere una posizione neutrale.

Dovessi dare un consiglio a Morisi cosa gli direi?
Continua così

Dovessi dare un consiglio all’opposizione gialloverde?
Imparate dai vostri nemici come si fa comunicazione oggi, non si tratta di spandere odio o fakenews, ma sviluppare capacità di costruire una narrativa comune che faccia presa sulla popolazione. Non c’è nulla di male nell’ammettere che non si capisce una “cippa” di social o di comunicazione. Non basta avere una buona retorica per essere un buon politico, Salvini a torso nudo al Papetee lo dimostra. Piaccia o no sta cambiando il modo di comunicare e di fare politica, aggrapparsi all’immagine di Moro in spiaggia è un po’ come i discorsi dei cinquantenni che dicono che la musica di oggi fa schifo così come noi dicevamo di Claudio Villa (nonostante ciò negli ultimi quaranta anni non sono tornati gli “urlatori” a Sanremo ma si sono affacciati nuovi generi musicali, si chiama progresso).

Abbandonate la logica destra / sinistra, oggi ci si misura tra atlantisti e pro russi, tra europeisti e nazionalisti. Se decidete di collaborare con la Russia e non la avvertite come un pericolo è ora che facciate il salto e passiate con lo schieramento gialloverde, la vostra casa naturale.

Smettetela di cadere nei tranelli che vi vengono proposti ogni giorno, cercate di essere un po’ più svegli. Non alimentate lo scontro voluto proprio dai gialloverdi, evitate le campagne contro le moto ad acqua, perchè alla fine ne uscirete sconfitti, questo è il loro terreno non il vostro. Le camere dell’eco servono a radicalizzare un elettorato per evitarne il travaso di voti. Le attuali percentuali dicono che senza travaso di voti Salvini governerà i prossimi venti anni.

Cercate di comprendere cosa vuole veramente la gente, perchè si può essere portatori delle migliori istanze ma in un sistema democratico se poi non si prendono i voti quelle istanze rimangono delle bandiere da sventolare sino a che te le faranno sventolare. Profilare prima di proporre, comprendere le esigenze della cittadinanza e proporre cose che rappresentino un buon bilanciamento tra le aspirazioni popolari e la propria ideologia. Conoscere l’elettorato è importantissimo, non si può catalogare semplicemente gli elettori gialloverdi come degli ignoranti. Se avete voglia di un cacio e pepe a Roma probabilmente sceglierete di andare dalla Sora Lella, ma se una volta seduti al tavolo vi propongono un menù a base di cucina pakistana probabilmente vi alzerete e sceglierete una trattoria differente.

Evitate di usare ogni tre per due la parola “fascismo“, non fosse altro perchè avete letto Esopo. Il giorno che sarete veramente convinti che qualcosa di simile al fascismo si sta riaffacciando in Italia allora probabilmente sarete disponibili ad ascoltare chi ha qualcosa da dirvi senza guardarlo dall’alto verso il basso e magari a staccarvi dai social e protestare in maniera più attiva e costruttiva.

 

Mauro Voerzio