In passato abbiamo spesso ospitato sulle nostre pagine le analisi e le motivazioni per cui in Europa ci si sarebbe dovuti preoccupare per tutti quei soggetti che partivano dall’Italia, dalla Francia, Spagna, Germania e altri stati per unirsi ai mercenari in Donbas a fianco delle truppe regolari russe.

Era chiaro da subito che si trattava dell’applicazione della dottrina Gerasimov, ma in pochi hanno voluto crederci, anzi, in tanti le hanno definite teorie russofobe prive di qualsiasi fondamento.

Leggendo attentamente ciò che Gerasimov sosteneva nel 2013 non era difficile prevedere che per attuare il piano russo di destabilizzazione europea, sarebbero stati necessari “manovali” interni agli stati, specie laddove la via politica (cioè l’instaurazione di un governo amico) era fallita.

Il primo step della “dottrina” prevedeva un uso massiccio della disinformazione che aveva il compito di preparare l’elettorato per un governo amico. Nel caso questo scenario non si fosse verificato si sarebbero attivate le “cellule dormienti” che avrebbero avuto il compito di creare disordini all’interno del paese, quello che fecero i cosiddetti “turisti russi” nel Donbas. I turisti russi erano membri delle forze speciali e dei servizi di sicurezza in abiti civili, inscenarono manifestazioni violente e furono determinanti nell’assalto alle sedi della polizia.

In Europa questa funzione è stata demandata ai “mercenari“, cittadini europei che hanno combattuto nel Donbas e ricevuto un apposito addestramento e, probabilmente, apposite disposizioni da attuare una volta tornati nel vecchio continente. Il Donbas è ancora oggi un grande campo di addestramento, un poligono perfetto per questo tipo di training.

L’Italia per esempio ha a lungo sottostimato il problema ma sembra in parte essere corsa ai ripari con l’indagine di Genova tuttora in corso, che ha portato all’emissioni di sei ordini di custodia cautelare. Come vedremo più avanti però deve essere in atto un qualche cambiamento di linea.

Più o meno ogni stato europeo ha conosciuto le sue cellule dormienti, cellule che si sono attivate ogni qual volta vi era in gioco qualcosa che interessava alla Russia. Tutti ricordano il “giornalista” britannico Graham Phillips che più di tutti si è battuto per la Brexit,  gli otto spagnoli arrestati e le connessioni con la Catalogna, ed ora terroristi che sono parte integrante con il movimento dei Gillet Gialli a Parigi, proprio quelli che il Vice Premier italiano Di Maio (il cui partito è legato a filo doppio con il partito di Putin Russia Unita) ha detto avere il pieno sostegno del governo italiano.

Prima si erano visti sfilare “personaggi politici” con le bandiere della DNR, poi filmati ove si sente chiaramente parlare in russo durante le devastazioni, ed adesso la foto che immortala Viktor Lenta nel servizio d’ordine dei Gillet Gialli a Parigi.

Viktor Lenta
Viktor Lenta a Parigi

 

Viktor Lenta nel servizio d’ordine

Victor Lenta, ha combattuto nelle file dei gruppi armati separatisti nel Donbas nel 2014. E’ a capo di un’organizzazione di estrema destra francese “Unité Continentale” , che promuove la visione euroasiatica. Si tratta di una organizzazione creata da Lenta stesso sulle ceneri di un’altra organizzazione, Front Européen de Libération, diretta dal francese Christian Bouchet e che collegava piccoli gruppi neo-fascisti in Europa. Lenta ha inoltre rapporti di lunga data con i gruppi della estrema destra nazionalista in Serbia. Sulla pagina di FB dell’Unité Continentale ci sono diverse foto che lo ritraggono nelle file delle milizie armate nel Donbas e tra militanti di estrema destra in Serbia.

Vivtor Lenta in Donbas
Viktor Lenta con altri mercenari francesi in Donbas

Francesi terroristi

La domanda che chiunque dovrebbe porsi, è perché l’Europa permette a tali persone di muoversi liberamente sul territorio e di organizzare azioni eversive all’interno dei loro paesi d’origine. Se da una parte si può comprendere una certa codardia nel prendere una posizione chiara sull’Ucraina (il leone russo fa paura e i politici di mezza Europa preferiscono limitarsi al “deeply concerned”), è difficile capire quale sia il motivo  per cui gli si permette di minare anche le fondamenta della Democrazia nei loro paesi.

In Italia, a differenza della Francia, l’attuale governo si è più volte schierato a fianco della Russia (per cui siamo al riparo da movimenti tipo Gilets Gialli) e nel caso delle proteste in Francia ha dato il suo appoggio ufficiale ai gilet gialli. Non sorprende neanche che uno dei mercenari italiani raggiunti ad agosto 2018 da un mandato di cattura internazionale (Massimiliano Cavalieri) torni in Italia senza problemi e lo annunci su Facebook. Probabilmente “Spartaco” ha deciso di collaborare con le autorità italiane e per questo motivo la sua posizione è stata recentemente stralciata.

 

Massimiliano Cavalleri in Italia