I media russi hanno presentato le parole del presidente ceco Petr Pavel riguardo a una «finestra di opportunità» per intensificare la pressione sulla Russia e avviare i negoziati, accompagnandole con l’avvertimento secondo cui all’Ucraina resterebbero, a quanto pare, due mesi prima di un drastico peggioramento della situazione. Allo stesso tempo, la possibile mobilitazione dopo le elezioni, di cui Pavel ha parlato solo come di uno scenario probabile, è stata presentata quasi come una decisione già presa dal Cremlino.

Alcuni media russi e canali Telegram stanno diffondendo la notizia secondo cui il presidente ceco Petr Pavel avrebbe avvertito Kiev: l’Ucraina avrebbe solo due mesi di tempo, poiché dopo le elezioni di settembre Vladimir Putin annuncerà la mobilitazione e la situazione al fronte cambierà radicalmente. In particolare, la testata «Tsargrad» suggerisce che Petr Pavel consigli a Kiev di affrettarsi, poiché dopo l’annuncio della mobilitazione in Russia il fronte potrebbe crollare.

Screenshot – by.tsargrad.tv

Si tratta di una manipolazione. Pietro Pavel non ha fissato un termine di due mesi per l’Ucraina né ha affermato che, dopo settembre, la sua situazione sarebbe inevitabilmente diventata critica. Ha parlato di una «finestra di opportunità» temporanea per gli alleati dell’Ucraina – un periodo in cui è necessario intensificare la pressione proprio sulla Russia, per indurla ad avviare negoziati di pace. Pavel ha definito la possibile mobilitazione dopo le elezioni russe come uno dei fattori che potrebbero restringere questa finestra di opportunità, non come uno scenario inevitabile.

In un’intervista al quotidiano britannico *The Telegraph*, il presidente della Repubblica Ceca ha riflettuto su come i problemi interni della Russia possano influire sulla disponibilità del Cremlino a negoziare. Pavel ha ipotizzato che Vladimir Putin difficilmente si deciderà a varare una nuova mobilitazione prima delle elezioni parlamentari previste per settembre, poiché una decisione del genere risulterebbe troppo impopolare tra gli elettori russi. Dopo le elezioni, questo vincolo politico potrebbe venir meno, pertanto l’attuale periodo dovrebbe essere sfruttato per intensificare la pressione su Mosca.

In questo contesto, Pavel non si riferiva al fatto che Kiev debba riuscire a fare qualcosa entro due mesi, bensì alle azioni congiunte dell’Ucraina e dei suoi partner occidentali. Ha affermato che al momento esiste l’opportunità di «continuare a esercitare pressioni» e dimostrare alla Russia la disponibilità al dialogo, ma che dopo le elezioni questa finestra di opportunità potrebbe restringersi.

Inoltre, le successive dichiarazioni di Pavel ribaltano completamente l’enfasi posta dai propagandisti russi. Il presidente ceco ha sottolineato che la Russia sta affrontando gravi problemi interni e che la società russa è sempre più stanca della guerra. A suo avviso, il proseguimento degli attacchi ucraini contro obiettivi militari ed economici strategici nel cuore della Russia, unito alla pressione politica, economica e diplomatica degli alleati, potrebbe creare le condizioni affinché proprio Mosca si mostri più disposta a negoziare.

Pavlo ha inoltre esortato i paesi della NATO a continuare a fornire all’Ucraina tutto il necessario per una difesa efficace e, al contempo, a ricorrere a strumenti diplomatici per convincere la Russia che il protrarsi della guerra le comporterà più perdite rispetto ai negoziati. Non si trattava quindi di un’imminente sconfitta dell’Ucraina, ma, al contrario, della necessità di preservarne la capacità di difendersi e di intensificare la pressione sullo Stato aggressore.

È significativo che anche nel titolo dello stesso *The Telegraph* sia stata utilizzata la formula semplificata dei «due mesi». Tuttavia, dal contenuto dell’intervista risulta chiaro che non si trattava né di un ultimatum posto all’Ucraina né di una previsione precisa sulla mobilitazione russa, bensì di una valutazione del periodo di tempo durante il quale gli alleati potrebbero approfittare delle difficoltà interne della Russia per intensificare la pressione sul Cremlino.

In questo modo, i media russi hanno trasformato le riflessioni di Pavel sulla finestra di opportunità per esercitare pressioni sulla Russia in un avvertimento secondo cui a Kiev resterebbero solo due mesi prima di un inevitabile peggioramento della situazione. La possibile mobilitazione, di cui il presidente ceco aveva parlato solo come di uno scenario probabile dopo le elezioni, è stata di fatto presentata nei titoli come una decisione già presa dal Cremlino.

In precedenza, StopFake aveva smentito una disinformazione simile nell’articolo «Fake: “L’Ucraina crollerà in inverno”, – dichiarazione del G7».