Nemo – Valentina Petrini in Donbas – RAI 2

Come tanti che seguono le vicende Ucraine ho visto il reportage di RAI2 e se devo essere sincero mi aspettavo qualcosa di più propagandistico. Alla fine si è trattato di un servizio dove i mercenari italiani hanno fatto una pessima figura, uno un lattoniere disoccupato ed un’altro scartato dalle Forze Armate italiane che pur di sparare qualche colpo si arruola come mercenario in un paese straniero e dice “L’ho fatto perchè in Italia ci sono troppi extracomunitari”. In questa frase si capisce il livello intellettuale di questi dementi.

Il video è disponibile a questo indirizzo 

Tecnicamente il servizio è fatto sul format classico di quando vai in una zona di guerra con il “Press Service” locale, ti fanno girare nelle retrovie e fanno un pò di scena per qualche ripresa (i traccianti che si vedono erano solo in partenza ed il giubbotto antiproiettile della giornalista era al massimo un livello 3, si vedeva da come lo indossava, anzi sembrava non avere proprio le piastre, un livello che non si usa in prima linea in quanto si usa il livello 6 che pesa 12 kg e si veste in maniera differente).

Le persone nello shelter giocavano a carte semplicemente perchè non vi era alcun pericolo, a Promzona posso assicurare che nessuno gioca a carte ma se ti sposti di 500 metri all’interno di Avdiivka puoi anche giocare a carte.

Abbastanza esilirante il pezzo dove gli dicono di parlare piano perchè fuori ci sono i carri armati ed i cecchini, una pratica che non ho mai visto fare (a meno che non siete degli incursori e vi trovate dietro le linee nemiche) e che non ha nessun senso. Per inciso, i cecchini ucraini ci sono, i tank no.

Alla fine non me la sento di buttare addosso la croce alla giornalista che forse era veramente alla sua prima esperienza in una zona di guerra ed in quel caso veramente non riesci a distinguere ciò che è vero e ciò che è finzione. Probabilmente hanno preso accordi con Bertolasi che in quei giorni era a Donetsk e lui organizza questo tipo di tour essendo l’Italiano di riferimento che mantiene i contatti anche con tutti i mercenari italiani. La cosa buffa che in tutto questo servizio di Ucraini se ne sono visti ben pochi, quasi tutti italiani o russi (come anche ammesso da uno di loro).

RAI2 non è la prima volta che rappresenta la guerra Ucraina da un unico punto di vista, ricordiamo i servizi di Sceresini e di Masotti, sempre organizzati dai russi e sempre negli stessi posti, un tour consolidato un format che sembra funzionare, ma il giornalismo è un’altra cosa.

Nei prossimi giorni pubblicherò il mio reportage girato un paio di settimane fa, certo di qualità inferiore ma (credo) con degli spunti molto più interessanti e che racconta delle cose che un buon giornalista dovrebbe saper cogliere.

Sempre sulla trasmissione mi è piaciuto l’intervento di Quirico che non si è fatto coinvolgere nel tentativo propagandistico pro russo ed ha deviato subito l’argomento sulla Siria. Effettivamente lui che conosce abbastanza bene le dinamiche di questa guerra si era accorto che il servizio di Nemo era una messa in scena creata appositamente per la giornalista.

La domanda finale che mi pongo sempre dopo questi servizi è come mai a nessun giornalista che intervista Bozambo, Cavalieri, Palmeri e compagnia cantante, venga mai in mente di chiedersi o domandare agli stessi, se si rendono conto che per la legge italiana questi sono foreign fighters e quindi criminali. Sono loro stessi che ammettono che sono li o perchè in Italia non hanno lavoro o perchè come nel caso di Palmeri in Italia non ci possono stare perchè sono ricercati dalla Polizia.

Mauro Voerzio