Un ottimo esempio di propaganda russa in Italia ci viene dal pezzo a firma di Fulvio Scaglione pubblicato in data 19 settembre sul sito LINKIESTA, dove i soft fake si mischiano ad una lettura faziosa degli eventi, un tipo di propaganda più fine rispetto a quella grezza a cui ci hanno abituato i media russi.

L’articolo è pieno di inesattezze e di opinioni del tutto personali dell’autore non suffragate da fatti reali. Si apre con l’immancabile attacco agli USA che nell’immaginario dei propagandisti italiani sono la causa di tutti i mali del mondo “Hillary Clinton, che prende soldi dagli amici sauditi dell’Isis, ha vinto primarie taroccate dai vertici del Partito democratico e ha mentito su quasi tutto ciò di cui si è occupataSarebbe interessante chiedere a Fulvio Scaglione una sola prova di un avvenuto versamento da parte di funzionari ISIS verso la Clinton perchè su queste basi si potrebbe dire lo stesso di lui indicandolo come ricettore di finanziamenti da parte dei russi e delle stesse organizzazioni terroristiche che agiscono in Donbas.

Continuando nella lettura dell’articolo possiamo leggere un’affermazione abbastanza ridicola “partiti di opposizione liberi di partecipare.” Forse dimentica l’uccisione dell’unico vero leader dell’opposizione Nemtsov e dell’incarcerazione di Navalny che ha comportato la non partecipazione del suo partito a queste elezioni, ma forse questi sono dettagli irrilevanti per l’autore che si definisce un liberale.

Altra affermazione del tutto fuori luogo “In questa elezione… centinaia di critici del Cremlino hanno potuto competere. Alcuni hanno anche trovato spazio sulle Tv controllate dal Cremlino, di solito prive di qualunque voce dell’opposizione”. Quando invece molti analisti ed osservatori hanno fatto notare come in questa tornata elettorale non ci sia stata praticamente campagna elettorale ed i media russi controllati dal Cremlino non abbiano dato spazio ad alcuna tribuna politica.

Definisce Zhirinovskij un liberal democratico “liberal-democratici di Zhirinovskij” uno che nei suoi discorsi al Parlamento dice che vorrebbe vedere bombardata Berlino e Parigi o che invita le sue guardie del corpo a stuprare una giornalista ucraina in cinta che durante una conferenza stampa gli aveva fatto una domanda scomoda.

 

 

Su Navalny dice “Non ammesso alla competizione, a causa di due condanne penali certo non sgradite al Cremlino, Aleksej Navalnyj, il blogger diventato politico che guidò le proteste del 2011.” Un linguaggio politichese per non dire che è stato a lui vietato di partecipare alle elezioni, come se in Italia si decidesse per legge che il M5S non puo’ partecipare alle elezioni perchè Grillo ha una condanna penale passata in giudicato.

Poi dice “ Esempio tipico l’Unione Europea: i 28 Paesi sono divisi su tutto, anche sul roaming telefonico, ma si uniscono sulle sanzioni contro Mosca.” Scordandosi che le sanzioni sono state imposte alla Russia per l’occupazione della Crimea e di parte del Donbass ed essendo ancora oggi attiva quella occupazione non vi è alcun senso di rimuoverle.

Poi addirittura cita il Levada CenterCerto, bisognerebbe aver voglia di sapere qualcosa di più sui russi. Un recente sondaggio del Levada Center, il più autorevole e rispettato centro russo per lo studio della pubblica opinione, ha dato questi risultati. “ si dimentica pero’ che lo stesso è stato imbavagliato dalle autorita’ russe in quanto entrato a far parte della lista di “agenti stranieri indesiderati” per aver pubblicato proprio quelle statistiche che cita Fulvio Scaglione.

Infine chiarisce implicitamente il motivo di articoli cosi fazioni che spopolano in Russia e nei Paesi Europei che hanno grandi interessi finanziari ed economici con la Russia “Per cui, noi possiamo pure raccontarci (o farci raccontare) che i russi sono come sono perché Putin li inganna con le televisioni. Ma come diceva Abraham Lincoln, si può ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non si può ingannare tutti per sempre.” StopFake dimostra quotidianamente la mole di bugie che vengono proposte dai media russi e proprio per questo noi possiamo essere concordi con Abraham Lincoln ma bisogna anche aggiungere che per mantenere in piedi il sistema della propaganda bisogna sempre coprire una bugia con una bugia più grande.

Infine una cosiderazione che è sfuggita a Fulvio Scaglione (ma che non sfugge a chi non è obnubilato dallo spirito propagandistico e può analizzare i fatti basandosi sui numeri e su dati oggettivi) riguarda proprio queste elezioni.

Il partito di Putin (anche se è sbagliato definirlo così in quanto lui non ne fa parte) è vero che prende intorno il 50% dei voti ma è anche vero che si tratta del 50% del 40% di votanti, quindi nel paese rappresenta il 20%. Una affluenza che perde 20 punti percentuali rispetto le ultime elezioni.

Va tenuto conto che persino il sistema centrale ha dovuto ammettere diverse irregolarità di cui ne succedesse anche solo una in Italia Fulvio Scaglione si straccerebbe le vesti gridando allo scandalo, ma giustamente come dice lui questo è il magico mondo russo e a noi non deve interessare (ma da italiano mi preoccupo che ci siano personaggi come Fulvio Scaglione che lo prendano ad esempio e magari vorrebbero importarlo in Italia)

 

Infine una considerazione sulla Crimea, non citata nell’articolo ma che era la vera novità di queste elezione e che senza il suo voto l’affluenza sarebbe stata anche minore. In Crimea quando durante le elezioni farsa del 2014 aveva votato il 98% degli aventi diritto (e da qui si capisce che tipo di elezioni furono) a questa tornata elettorale ha partecipato solo il 20% degli aventi diritto, due crimeani su dieci. E’ una stranezza su cui bisognerebbe spendere una riflessione…. ma come ? Ci hanno raccontato che da decenni i Crimeani aspettano di ricongiungersi con la madre patria Russia, vanno a votare nel 2014 nel 98% ed adesso che hanno la possibilità di votare per la prima volta ci vanno solo due su dieci ???

In realtà alcuni analisti seri avevano previsto questa bassa affluenza come una tattica del Cremlino e questo giustifica anche il fatto che siano state elezioni in “sordina”, qualcuno voleva avere il massimo risultato con il minimo sforzo. C’è da chiedersi sino a quando la maggioranza silenziosa e non rappresentata avrà la pazienza di tacere e sino a quando i russi saranno disposti ad accettare supinamente le scellerate scelte belliche del Cremlino a danno di un welfare che è praticamente scomparso.