Il Ministero della Difesa russo non si è affatto astenuto dal lanciare attacchi contro il centro di Kyiv per motivi umanitari. Fin dai primi giorni dell’invasione su larga scala, l’esercito russo ha sferrato sistematicamente attacchi con missili e droni contro quartieri residenziali, ospedali e infrastrutture civili di Kyiv, compresi i suoi quartieri centrali. Inoltre, la dichiarazione del Ministero della Difesa della Federazione Russa contiene di per sé minacce esplicite nei confronti della popolazione civile, il che è incompatibile con qualsiasi retorica umanitaria.
Sui canali Telegram russi e sui media statali viene diffusa su larga scala una dichiarazione del Ministero della Difesa russo del 4 maggio 2026, secondo cui la Russia, «per motivi umanitari», si sarebbe in precedenza astenuta dal lanciare attacchi missilistici contro il centro della capitale ucraina.


In realtà, questa affermazione costituisce una grossolana manipolazione. Le forze armate russe hanno iniziato a bombardare sistematicamente Kyiv già nei primi giorni dell’invasione su vasta scala: il 10 ottobre 2022 i missili sono caduti proprio nel centro della capitale — nel quartiere di Shevchenko e nelle zone limitrofe — nell’ora di punta, causando la morte di 7 persone e il ferimento di quasi 50. Secondo le stime delle fonti, gli attacchi hanno avuto carattere indiscriminato, prendendo di mira infrastrutture civili ed edifici residenziali.


Negli anni successivi l’intensità degli attacchi non è diminuita, ma è invece aumentata. L’8 luglio 2024 la Russia sferrò uno dei più gravi attacchi contro Kyiv: i missili colpirono contemporaneamente diversi quartieri della capitale, tra cui quello di Shevchenkivskyi, dove si trova l’ospedale pediatrico «Okhmatdet». Uno degli edifici dell’ospedale è stato praticamente completamente distrutto; 32 persone hanno perso la vita e 121 sono rimaste ferite. Proprio in quei giorni il Cremlino dichiarava pubblicamente la propria «disponibilità a negoziati di pace».
Nell’aprile 2025, secondo i dati della missione di monitoraggio delle Nazioni Unite sui diritti umani in Ucraina, la Russia ha sferrato un attacco missilistico contro Kyiv nella notte tra il 23 e il 24 aprile: sono morti almeno 11 civili e 81 sono rimasti feriti; sono stati danneggiati edifici residenziali, una scuola e un asilo. Nel complesso, l’aprile 2025 è stato il mese più letale per la popolazione civile ucraina dal settembre 2024: 209 morti e 1.146 feriti. Secondo i dati delle Nazioni Unite, nei primi 10 mesi del 2025 il numero delle vittime tra la popolazione civile nelle principali città dell’Ucraina, compresa Kiev, è quasi quadruplicato rispetto allo stesso periodo del 2024.
Il febbraio 2026 ha stabilito un nuovo, terribile record: la Russia ha lanciato 288 missili contro l’Ucraina, il dato mensile più alto dall’inizio del 2023. Parallelamente sono stati lanciati oltre 5.000 droni a lungo raggio. Il 16 marzo 2026, i detriti di uno «Shahed» russo abbattuto sono caduti a pochi metri dal Monumento all’Indipendenza in Maidan Nezalezhnosti, nel cuore di Kyiv. Di conseguenza, il centro della capitale si trova regolarmente nella zona di impatto delle armi russe.


La stessa formulazione della dichiarazione russa, che esorta la popolazione civile a «lasciare tempestivamente la città», costituisce una minaccia diretta alla popolazione civile e al personale delle missioni diplomatiche, il che è in contrasto con le norme del diritto internazionale umanitario e incompatibile con qualsiasi «considerazioni umanitarie».
Pertanto, la dichiarazione di «astensione umanitaria» costituisce una cinica manipolazione: anziché cessare gli attacchi contro la popolazione civile, la Russia, al contrario, ne ha ripetutamente intensificato la portata nel corso dell’intero conflitto, colpendo sistematicamente abitazioni, ospedali e infrastrutture civili nel cuore stesso di Kyiv.
StopFake continua a smascherare simili fake news negli articoli «Fake: L’Ucraina ha ammesso che la Russia bombarda solo obiettivi di infrastruttura militare», «Fake: I missili russi non hanno danneggiato Babij Yar», «Fake: Durante il massiccio bombardamento missilistico da parte della Russia «nessun attacco era diretto contro Kyiv», — Ministero della Difesa della Federazione Russa».



