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La RAI di Foa si presenta

E’ andato in onda un servizio in prima serata al TG1 relativo ai campi di addestramento estivi organizzati in Ucraina per minorenni da gruppi di nazionalisti. La notizia, come più volte sottolineato anche da noi sottolineato, è vera si tratta di campi dove viene insegnato il maneggio delle armi a ragazzini. Nonostante per i paesi dell’est sia una pratica abituale (nelle scuole dell’URSS si insegnava a smontare un AK47), in

Caro FOA, mi paga Soros, quale è il tuo problema?

Ho letto le dichiarazioni del nuovo presidente della RAI Marcello Foa sugli eurodeputati del Partito Democratico che secondo lui sarebbero pagati da Soros. Ebbene io mi autodenuncio, anche se non c’è ne è bisogno in quanto il logo della “Reinassance” è presente sul nostro sito sin dal 2014, Stopfake ha ricevuto soldi da Soros. In Stopfake siamo tutti volontari, non percepiamo emolumenti, è un progetto dell’Università del giornalismo di Kyiv.

La repressione in Russia non trova spazio nella RAI di Foa

Si sono svolte nella giornata di ieri nelle maggiori città russe manifestazioni di protesta contro l’innalzamento dell’età pensionabile, dalla Siberia alla Crimea occupata. La riforma prevede una età pensionabile minima di 65 anni per gli uomini e di 63 per le donne, in un paese in cui l’aspettativa di vita è di dieci anni minore che in Italia. Ciò significa, per fare un’equivalenza, che è come se in Italia l’età

RAI 2 propone un vecchio servizio di propaganda anti ucraina spacciandolo per reportage recente

Il servizio è andato in onda la sera del 17 febbraio 2018 su RAI 2, servizio curato da Sceresini e Giroffo che in questi anni hanno prodotto molti documenti per “Gli Occhi della Guerra” (testata de Il Giornale della famiglia Berlusconi) che descrivono la guerra in Ucraina vista dalla parte russa. Già in passato StopFake si è occupato di confutare parte del materiale prodotto, ma ora la questione ci sembra

Rai 1 : Allarme terrorismo in Russia provocato dall’Ucraina

E’ andato in onda durante il TG delle ore 20 il servizio su RAI 1 nel quale al minuto 15:50 veniva riportata la notizia che in Russia vi sono stati numerosi allarme bomba in diverse parti della federazione. Nel servizio, a firma Francesca Biancacci, si è sottolineato che le telefonate minatorie provenivano dall’Ucraina e quindi implicitamente è stata fatta passare tra le righe che i “cattivi ucraini terrorizzano i poveri

RAI 1 confeziona un Fake sulla morte di Rocchelli in Ucraina

La vicenda di Vitaliy Markiv, arrestato venerdi a Bologna, accusato di aver concorso nella morte del giornalista italiano Andrea Rocchelli nel 2014 nei pressi di Sloviansk (est Ucraina), sta agitando particolarmente il mondo dell’informazione. StopFake da sempre fedele alla ricostruzione dei fatti in maniera oggettiva non prende una posizione precisa, ne innocentista ne colpevolista ma si limita a verificare dei fatti e porli in risalto quando questi contrastano con la

RAI 1, Cassieri definisce l’Ucraina russofoba

Durante il telegiornale edizione delle ore 20 del 09 novembre 2016, al minuto 17:48 l’inviato RAI Alessandro Cassieri nel suo pezzo ha definito Ucraina, Polonia e Repubbliche Baltiche RUSSOFOBE. Nel chiaro tentativo di denigrare tali nazioni in prima serata ha utilizzato il termine russofobi all’interno di un servizio sulle elezioni americane. E’ l’ennesimo episodio documentato da StopFake nel quale la TV di Stato italiana utilizza termini della propaganda russa per attaccare

RAI Tg2, Masotti e la propaganda russa

E’ andato in onda in prima serata durante il TG delle 20:30 trasmesso su Rai 2, un servizio di Giovanni Masotti che non stupirebbe se fosse stato prodotto e trasmesso da una emittente di Mosca ma lascia alquanto sorpresi in quanto trasmesso dalla televisione pubblica italiana che almeno sulla carta dovrebbe attenersi all’informazione pura e non costruire programmi di propaganda utilizzando informazione del tutto false volte ad ingannare l’opinione pubblica.

Fratello contro Fratello, una brutta pagina di disinformacija televisiva

Quando abbiamo saputo che sabato 21 febbraio 2015 la RAI2 avrebbe mandato in onda un reportage sulla guerra in Ucraina non c’eravamo fatti troppe illusioni. Che la tv di stato italiana potesse confezionare un reportage in stile BBC in cui le profonde questioni legate alla guerra in Ucraina venissero affrontate in prospettiva storica, con riferimenti puntuali e offrendo il punto di vista di entrambe le fazioni non ce l’aspettavamo di

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