Il Global Times, portavoce ufficiale del Partito Comunista Cinese, ha pubblicato il 7 marzo una “indagine” che accusa il battaglione Azov ucraino (in seguito divenuto reggimento) di “neo-nazismo” e di finanziamento da parte del governo statunitense. Sebbene la lotta contro l’inesistente “nazismo” in Ucraina sia diventata la scusa principale per l’insidioso attacco della Russia all’Ucraina, la questione continua a interessare alcuni organi di stampa solidali con il Cremlino nel tentativo di emarginare l’Ucraina e indebolire il sostegno internazionale al popolo ucraino. Un articolo del Global Times, così come altre pubblicazioni internazionali come Gazete Duvar in Turchia, NBC News in America, e Al Jazeera in Qatar, affermano che gli Stati Uniti avrebbero “sostenuto i nazionalisti ucraini per promuovere le forze estremiste nell’Europa dell’Est” e che “il problema dei nazisti in Ucraina sarebbe reale”.

Il battaglione Azov, che ha circa 1.000 combattenti in Ucraina e ha sede a Berdyansk e Mariupol, è stato sotto i riflettori sin dalla sua fondazione nel 2014, subito dopo l’aggressione militare russa in Ucraina, che includeva l’occupazione della Crimea e l’appropriazione di alcuni territori delle regioni di Donetsk e Luhansk. Azov ha liberato Mariupol nel giugno 2014, ha preso parte alle battaglie vicino a Ilovaisk, ha difeso Mariupol a partire dalla fine di agosto 2014 ed ha lanciato un’offensiva su Shirokino nel febbraio 2015.

Tuttavia, i membri del battaglione e la loro visione del mondo sono stati più volte al centro dell’attenzione dei media che dal 2014 hanno prodotto numerose fake sul coinvolgimento di tutti i suoi membri nei gruppi neonazisti in Ucraina. I media russi hanno anche pubblicato false fotografie di presunti membri del battaglione con tatuaggi nazisti. Dopo che il battaglione Azov è stato incluso nei ranghi della Guardia nazionale ucraina l’11 novembre 2014, i media russi hanno iniziato a scrivere che la maggior parte di questa formazione militare è diventata “nazista”. Nel 2022 il numero dei membri della Guardia Nazionale dell’Ucraina è di 60.000 uomini, quindi 1.000 soldati del battaglione Azov non ne costituiscono la “maggioranza”.

La demonizzazione del battaglione Azov consente alla Russia e ai suoi apologeti di alimentare il mito della presunta ascesa del sentimento radicale di destra nella società ucraina. Ma in realtà, il numero del battaglione Azov è aumentato solo di 200 negli ultimi sette anni, da 800 persone nel 2014 a 1.000 nel 2022. Anche le opinioni personali dei membri del battaglione sono eterogenee. Secondo l’ex ministro degli affari interni dell’Ucraina, Arsen Avakov, “non c’è alcuna tendenza al nazismo nel battaglione, ma alcuni dei suoi membri potrebbero avere una propria visione del mondo”.


Anche la famosa foto, ancora oggi diffusa dai media occidentali e dai social network, che ritrae presunti combattenti del battaglione Azov, è falsa essendo stata modificata nel 2014. La foto ritrae presunti combattenti del Azov fotografati con una bandiera sulla quale è stata apposta una svastica. Ciò avrebbe dovuto confermare l’adesione dei membri del battaglione all’ideologia nazista. Ma si è scoperto che la foto in realtà ritrae un gruppo di combattenti del terrorista Motorola, che  nel 2014 ha preso parte alla cattura del Donbass con gli occupanti russi. Era loro la bandiera e non del distaccamento Azov, quella esposta nella foto originale. A sinistra della foto si vede anche uno dei membri del distaccamento fare il saluto nazista. La stessa bandiera dei distaccamenti di Motorola è stata pubblicata nel 2014 dalla rivista di propaganda russa Rusvesna. Ulteriori provocazioni dei media russi sul coinvolgimento di Azov nei movimenti nazisti in Ucraina sono state confutate sia da organizzazioni ucraine che internazionali come Bellingcat.

Tuttavia, il battaglione Azov continua a confondere alcuni media occidentali (per lo più gli stessi dal 2014), che vedono in esso, e non nella guerra della Federazione Russa, una possibile “radicalizzazione” della società ucraina. Un articolo nel giornale comunista Global Times è pieno di narrazioni di propaganda russa, riferendosi anche a pubblicazioni, come The Nation, che all’estero servono fedelmente il Cremlino. Le accuse secondo cui il Pentagono starebbe facendo pressioni per ottenere finanziamenti per i nazisti del battaglione Azov sono un’altra manifestazione della propaganda del Cremlino. Tuttavia, quando nel  2014-2019 il Congresso degli Stati Uniti discusse in merito alle forniture militari per l’Ucraina, alcuni deputati espressero preoccupazione per il finanziamento del “nazismo” ucraino. Secondo il comandante del Azov, Denis Prokopenko, tali dichiarazioni erano dovute alla non completa conoscenza dei membri del Congresso sulle attività dell’organizzazione. Attualmente Prokopenko sta difendendo Mariupol sul campo di battaglia: il 7 marzo 2022 ha infatti registrato un videomessaggio dalla città catturata dalle truppe russe. E come si può vedere, il comandante del Azov non mostra alcun simbolo o appello nazista. Al contrario, difende eroicamente la città.

A sostegno della tesi che le attività del battaglione Azov in Ucraina facciano parte di una “cospirazione americana” globale, il Global Times cita il parere di Lee Wei, un esperto di sicurezza nazionale dell’Istituto cinese di studi moderni, il quale afferma che “sostenere i neonazisti ucraini serva agli stessi interessi degli Stati Uniti. Fomentando il conflitto tra Ucraina e Russia, gli Stati Uniti hanno indebolito la Russia e spinto l’Ucraina ancora di più verso la NATO e consolidato le relazioni statunitensi con l’Europa che era diventata strategicamente più dipendente dagli Stati Uniti. Gli Stati Uniti sono di fatto il ​​maggior beneficiario delle tensioni tra Russia e Ucraina”. A conferma della minaccia globale posta al mondo dal battaglione ucraino Azov, la pubblicazione cita la presenza dei suoi membri negli attacchi terroristici del 2019 alle moschee in Nuova Zelanda e le proteste a Hong Kong. Tuttavia, tali informazioni non hanno riscontro poiché nel reggimento vengono arruolati solo cittadini ucraini e pertanto la loro presenza in attività separatiste o terroristiche internazionali non è possibile.”Non abbiamo mai accolto organizzazioni di estrema destra o persone che supportano questa visione del mondo (nazista – ndr). Inoltre, dalla fondazione dell’unità, nessun cittadino statunitense ha mai fatto parte del reggimento Azov”, ha detto il comandante del reggimento Denis Prokopenko.

Nella stessa Russia, ci sono molti movimenti radicali di destra, che sono attivamente utilizzati dal Cremlino. Negli ultimi anni tali movimenti si sono intensificati, aiutando il Cremlino a far crescere il sentimento patriottico nella società e ad incoraggiare il fascismo russo che è alla base della sua propaganda. Il governo russo sta ostacolando l’autorganizzazione della società sostituendola sempre di più con una coesione basata sulla paura di nemici esterni e interni. Il Cremlino finanzia attivamente anche i partiti politici di destra in Europa, come il Front Natinal (Francia), il Partito Popolare (Spagna), Alternative für Deutschland (Germania) e altri ancora, cosa che però ai media pro-Cremlino non piace menzionare