Attacco russo alle navi ucraine: fake e manipolazioni

Attacco russo alle navi ucraine: fake e manipolazioni

Da “tre barche arrugginite“, “che giravano come mosche” a “Poroshenko voleva più cadaveri” e “è diventato un nuovo Fuhrer ucraino“, l’attacco alle navi militari ucraine nello stretto di Kerch ha stimolato una campagna di informazione aggressiva nei media della propaganda russa. Usano le solite tecniche per la distribuzione dei fake e delle manipolazioni. Ad esempio, mostrano in televisione le “testimonianze” dei prigionieri di guerra date sotto pressione come una prova

Mosca chiama Italia risponde

Le parole (in gergo tecnico keywords) sono la base della propaganda a fini disinformativi. Con l’uso delle parole si possono distorcere eventi pur non scrivendo nulla di falso. La guerra Russia – Ucraina ne è disseminata. L’Ucraina è stato ed è il grande poligono dove operano le “truppe cibernetiche” del Cremlino. Le parole vengono studiate ed inviate ai partner internazionali come si usava una volta fare con le veline nelle

Fake: La Repubblica, l’artiglieria ucraina ha cominciato a sparare contro “zone residenziali”

Può un giornale nazionale come “La Repubblica” riprendere i fake del più noto outlet della propaganda russa in Italia e inserirli nei propri articoli? Purtroppo la risposta è si ed anche in questo caso non possiamo dire se si sia trattato di scarsa preparazione dei giornalisti che lavorano alla redazione o di una linea editoriale che vuole favorire il regime di Putin. L’articolo in questione è stato pubblicato il 26

Manipolazioni dei media russi sul sequestro delle navi della marina ucraina: “Kiev ha fatto la provocazione e ha deciso di incolpare Mosca”

La Russia ha usato le armi contro tre navi militari ucraine all’uscita dallo stretto di Kerch verso il Mar Nero. Le navi sono state catturate, 6 soldati ucraini sono feriti. Fino all’ultimo momento i media russi non hanno riferito dello scontro a fuoco. A proposito dello speronamento della nave russa ai danni della nave ucraina sul Canale 1 fino alla sera del 25 novembre, è stato detto che “i nostri servizi

Fake: Rainews24, Mariupol città della repubblica filo russa di donetsk

Disinformazione? Misinformation? Scarsa preparazione dei giornalisti che lavorano in RAI? Ingerenze del nuovo Presidente Foa? Sono domande che sorgono spontanee quando sull’organo di informazione statale dell’Italia si vedono così grossolani errori. RaiNews24 ieri nel pubblicare la notizia sugli avvenimenti nello stretto di Kerch posiziona la città ucraina di Mariupol come “città della repubblica filo-russa di Donetsk“. Tutti (o almeno coloro che hanno una minima conoscenza di Ucraina) sanno che Mariupol

Putin testa l’occidente in previsione delle elezioni europee

L’azione di guerra avvenuta ieri nello stretto di Kerch da parte della Russia contro l’Ucraina deve essere letta in un contesto più ampio rispetto quello regionale. L’Ucraina viene nuovamente utilizzata come test delle democrazie occidentali. La Russia vuole con questa azione dividere ancor di più il contesto europeo e delineare in maniera più chiara gli stati che in Europa sono realmente pronti ad una svolta di tipo autoritario abbandonando i

Pavia : terza udienza del processo a Vitaly Markiv e il conflitto di interessi della stampa italiana

Si è appena conclusa la terza udienza del processo che vede imputato Vitaly Markiv, soldato della Guardia Nazionale ucraina, per la morte del fotoreporter italiano Andy Rocchelli. Con oggi si può dire che il processo è entrato nella sua fase attiva con l’audizione di alcuni testimoni minori. La giornata ha fatto segnare un punto a favore della difesa in quanto per la prima volta si è preso atto nell’aula che

La Russia vuole generare il caos

Uno studio dimostra che il Cremlino non ha preferenze, non sostiene partiti o candidati. La sua strategia punta a creare confusione di Maurizio Stefanini Davvero Putin ha appoggiato la Brexit perché preferisce un Regno Unito fuori dall’Unione europea? Davvero preferiva Trump alla Casa Bianca al posto di Hillary Clinton? Davvero sta puntando ormai sulla destra radicale e sovranista europea piuttosto che sui residui di una sinistra che ha ancora reminiscenze filorusse? In realtà, non è così. La

Deepfake, ecco come si preparano i giornalisti del WSJ

Fonte Francesco Marconi L’intelligenza artificiale sta alimentando la prossima fase della disinformazione. Il nuovo tipo di media sintetici noto come deepfakes pone sfide importanti per le redazioni quando si tratta di verifica. Questo contenuto è davvero difficile da rintracciare: puoi dire quale delle seguenti immagini è un falso? Al Wall Street Journal prendiamo sul serio questa minaccia e abbiamo lanciato una task force interna di approfondimento guidata dagli Ethics &

Fake : in Ucraina si addestrano soldati bambino con i soldi del Governo

Il 12 novembre, il Washington Post ha pubblicato un articolo intitolato “Addestrare i bambini a uccidere nel campo nazionalista ucraino”, che è poi apparso in altre pubblicazioni anche italiane. Dapprima un servizio sulla RAI (di cui abbiamo scritto) e poi un servizio sui quotidiani tra cui La Stampa di Torino nel quale si fa riferimento ad un campo diverso rispetto a quello indicato dalla RAI nel suo servizio. In comune

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