La Polonia e la Romania non hanno interrotto il transito del grano ucraino, che prosegue. Come riporta la testata Politico, citata dai propagandisti, entrambi i Paesi non hanno acconsentito ad un aumento dei volumi di transito: Kiev aveva chiesto di ampliare la capacità di transito di queste rotte, nonché di stanziare 1,1 miliardi di euro a titolo di compensazione delle spese di trasporto. La propaganda ha inoltre omesso di riportare che la Germania ha sostenuto la ricerca di rotte alternative e che la Romania ha firmato con l’Ucraina un memorandum per semplificare l’attraversamento del confine per le merci agricole.

I media russi e alcuni canali Telegram stanno diffondendo la notizia secondo cui la Polonia e la Romania avrebbero negato all’Ucraina il transito del grano e «non vorrebbero più aiutare l’Ucraina nelle esportazioni».

Screenshot – anna-news.info

I propagandisti russi hanno ancora una volta travisato un articolo pubblicato da una testata straniera. Nell’articolo di Politico intitolato «EU neighbors shun Kyiv’s plea to free trapped grain» («I vicini dell’UE hanno respinto la richiesta di Kiev di aiutare a far uscire il grano bloccato» – ndr) non si parla di un rifiuto del transito in sé, ma del rifiuto di aumentarne i volumi. In realtà, quindi, la Polonia e la Romania hanno semplicemente respinto la richiesta dell’Ucraina di «ampliare i corridoi per il transito dei prodotti agricoli e concedere sussidi finanziari». 

Lo confermano anche le dichiarazioni degli stessi funzionari citati da Politico. Anna Shumanska, portavoce del Ministero delle infrastrutture polacco, ha affermato che Varsavia «non prevede alcuna modifica volta ad aumentare il transito dei prodotti agricoli ucraini». In altre parole, la Polonia mantiene il regime attuale e non interrompe il transito. Il ministro rumeno Barna Tanzos ha spiegato la posizione di Bucarest con i limiti delle infrastrutture: «Tutti sanno che non possiamo raddoppiare il numero dei treni, né la capacità di transito di strade, ferrovie e porti». Secondo lui, gli attuali volumi di grano ucraino, insieme al basso livello stagionale delle acque del Danubio, stanno già sovraccaricando i porti rumeni, in particolare quello di Costanza. 

Anche il ministro della Politica agricola e dell’alimentazione dell’Ucraina, Taras Vysotsky, aveva dichiarato il giorno prima che il transito prosegue. Il 28 settembre a Bruxelles ha comunicato che il transito dei prodotti agricoli ucraini attraverso la Polonia prosegue e che Kiev sta discutendo con i propri partner l’aumento della capacità di trasporto ferroviario, ovvero del numero di treni. «Siamo in dialogo con tutti i paesi confinanti riguardo alle possibilità di transito dei prodotti agricoli, anche attraverso la Polonia. Sottolineiamo che la richiesta riguarda proprio il transito e l’ulteriore esportazione verso paesi terzi», ha affermato il ministro. Ha indicato come mercati chiave le destinazioni tradizionali delle esportazioni ucraine: il Nord Africa, il Sud-Est asiatico e il Medio Oriente. Secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura, le rotte alternative attraverso l’UE garantiscono attualmente circa il 44% dei volumi di esportazione necessari.

I propagandisti non menzionano nemmeno il fatto che altri partner europei abbiano sostenuto l’Ucraina. Il 29 settembre, a margine del Consiglio dell’UE sull’agricoltura a Bruxelles, Vysotsky ha incontrato il ministro federale dell’agricoltura tedesco Alois Rainer. La parte tedesca ha sostenuto la necessità di individuare ulteriori rotte logistiche per le esportazioni agricole ucraine, mentre l’Ucraina sta valutando i porti tedeschi e olandesi come destinazioni alternative per le possibili spedizioni. Si sta valutando anche l’esportazione attraverso i porti dei Paesi baltici. La Svizzera, dal canto suo, stanzierà fondi per lo stoccaggio del grano ucraino. Infine, la stessa Romania, nonostante il rifiuto di aumentare i volumi, ha firmato con Kiev un memorandum per semplificare l’attraversamento della frontiera per le merci agricole.

In precedenza, StopFake aveva analizzato le manipolazioni relative alle esportazioni di cereali ucraini nell’articolo «Falsa notizia: la Polonia blocca l’importazione di cereali ucraini per ottenere dall’Ucraina un risarcimento per la tragedia di Volyn».